Esperienza mistica quella di ieri.
Il freddo attraversava qualsiasi tessuto, sciarpone, cappello. Un vento tagliente. Necessitavo di un pungente punch caldo al rhum. Me lo sono bevuto come aperitivo, mangiucchiando un'oliva gigantesca insieme ad una brioche al sesamo, ripiena di formaggio e prosciutto, e baciando di tanto in tanto Tuki.
Avevamo prenotato in un ristorante situato a Muggia, in provincia di Trieste. Si chiama "Al Ristoro", ed il nome la dice lunga.
Immerso nel verde, su di una collinetta, da dove si scorge il golfo. Rustico, caldo, con pareti di pietra, lampadari ottenuti da vecchie botti da vino, soffitti con travi a vista. Sopra l'entrata della cucina una vecchia insegna stradale, presumo risalente agli anni '50. Foto di Marilyn Monroe ovunque, sorridente. Noto un bellissimo mobile intarsiato, e sopra una miriade di ninnoli e souvenir da ogni parte del mondo. Da sotto il mobile, di tanto in tanto, sbucava un cagnolino bianco e nero, molto ubbidiente e affettuoso.
Oltre a tutti questi oggetti, anche quadri rappresentanti scenari africani coloratissimi. E poi severo, in mezzo alla parete principale, un rilievo posticcio del leone marciano di Venezia. Ma non basta. Di fianco al bar una macchina professionale stendi pasta d'epoca, perfettamente intonsa, con un avviso: "non toccare".
Improvvisamente scorgo divertita, appesa al soffitta, una vecchia palla luccicante da discoteca, stile anni '70, che ti fa pensare "ma cosa c'entra?", ma poi ti accorgi che si intona benissimo all'ambiente.
Tutto questo pout pourri di ricordi era accompagnato da un piacevole sottofondo jazz.
Sopraffatti dalla fame abbiamo ordinato.
Tra gli antipasti noto la bruschetta "La Maya", ovvero un trito di cipolle, peperoni e pomodori secchi sott'olio, da adagiare sul pane caldo. Mi ha aperto una voragine nello stomaco! Abbiamo anche ordinato una tartara, e assaggiandola capisci che non è la solita minestra. Carne tagliata al coltello, con menta e spezie che la rendono incredibilmente leggera.
I primi erano entusiasmanti. Tagliate di cavallo. Io mi sono diretta verso quella con funghi e ricotta affumicata, cottura media. Tuki invece ha ordinato un classico, rucola e grana, ben cotta. Carne saporitissima e di ottima qualità. Il tutto contornato da verdure alla griglia.
Cibo confortante, dal sapore pieno, genuino. Ti fa sentire a casa.
Dopo il caffè espresso, per scongiurare l'abbiocco da cena gustosa, sono state inevitabili quattro chiacchere con lo chef/proprietario. Uomo dalla forte personalità, pittoresco, improvvisamente ti spieghi il perchè di tutto quell'insieme di oggetti. Divertita mi sono infilata il mio morbido berretto ed insieme a Tuki mi sono nuovamente immersa nella bufera, che ha scongiurato definitivamente l'abbiocco.
By Moddy
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