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mercoledì 19 dicembre 2012

Bricolage natalizio last minute

A volte capita di avere il desiderio di fare qualche piccolo lavoretto manuale poco impegnativo: ecco un'idea suggeritami da una mia amica che trovo ideale per trascorrere un pomeriggio domenicale noioso! Il risultato è un piccolo alberello di Natale stilizzato da appendere sull'albero già decorato, oppure da regalare come segnaposto a tavola. E' facile da realizzare ed a costo zero!

Materiale: carta colorata, bastoncino di legno da ghiacciolo (da colorare con un pennarello o uno smalto per unghie) oppure rametto secco, colla vinilica, colla glitterata (facoltativa), nastrino.

A) Ritagliare 6 quadrati di carta, due di 7,5cm, due di 6cm, due di 4cm di lato



B) Piegare ciascun quadrato di carta lungo le due diagonali
C) Piegare lungo le altezze di due dei quattro triangoli che rappresentano le  facce della "piramide" ottenuta




D) Ripiegare verso l'interno le estremità di uno dei  due triangoli isosceli, in coincidenza con la sua altezza
E) Inserire e incollare le tre figure diverse in ordine di grandezza, una dentro l'altra, per circa 1cm




F) Incollare sul retro il bastoncino che rappresenta il tronco, sulla punta un anellino di nastro e l'altra parte assemblata



G) Decorare con gocce di colla glitterata   


BUONE FESTE! 

domenica 10 giugno 2012

Alexander Chen, maestro dell'Iper Realismo

Questo artista di origine cinese, nato a Canton nel 1952, ora risiede negli Stati Uniti dove è immigrato nel 1989.
Le sue opere sono spesso un omaggio al paese che lo ha accolto.
La sua genialità consiste nel riprodurre come in una fotografia i dettagli minuziosi che catturano l'essenza delle città che vuole rappresentare o la bellezza della natura.
Con grande cura riesce a definire le prospettive che ad altri mancano, immortalando brevi istanti di storia dell'umanità.
Secondo me Chen esperime al meglio la sua creatività con la precisione dei particolari che lo spettatore si incanta ad individuare.
I miei dipinti preferiti sono quelli che ritraggono i paesaggi cittadini, tanto realistici quanto irreali con i loro colori brillanti e vivaci; immerso in un'atmosfera limpida e pulita, ci appare un mondo meraviglioso e surreale.



Manhattan Celebration


Time Square Parade


South Beach


Eiffel Tower in Paris



Il pensiero degli Ospiti




venerdì 2 marzo 2012

Sorprendenti rivelazioni alla mostra "Van Gogh ed il viaggio di Gauguin"

Proprio nei giorni in cui sono stata a Genova per i fatti miei, al Palazzo Ducale era ospitata la mostra pittorica "Van Gogh ed il viaggio di Gauguin". Ovviamente mi ci sono fiondata per riprovare la sensazione che mi assalì alla vista de "I Girasoli" alla National Gallery di Londra. Mi incantarono...Dunque ero curiosa di vedere altre opere dell'eccentrico pittore olandese.
Il tema del viaggio è il filo conduttore di questa mostra genovese, che contiene ottanta opere di pittura europea e americana del XIX e del XX secolo. Gli artisti più conosciuti sono Van Gogh, Gauguin, Monet e Kandinsky. Ma anche Church, Bierstadt, Homer, Hopper e Rothko.
Ingenuamente sono partita con l'idea che gli altri quadri di Van Gogh mi avrebbero fatto lo stesso effetto dei girasoli... invece... niente. Anzi, mi correggo: mi hanno suscitato sensazioni di disagio e ansia. I girasoli invece mi avevano incantato, quel giallo ovunque mi aveva ipnotizzato. Da quel giorno mi chiedo il perchè di questa enorme differenza.

L'incanto è iniziato invece davanti al quadro di Church "L'isola di Mount Desert" (1863). Un luminoso tramonto, estremamente veritiero, dà l'impressione di trovarsi su una scogliera in estate, quando il caldo rende tutto un sogno, appannato da una sottile foschia.
Dopo essermi decisa a proseguire e a smettere di fissarlo, il mio sguardo viene catturato dalla tela di Bierstadt "Tra le montagne" (1867). Ha il potere di infondere pace interna e serenità, è rassicurante, nonostante rappresenti un laghetto di montagna in una giornata uggiosa.
Nell'altra stanza è appeso un altro quadro di Church "L'isola di Grand Manan, baia di Fundy" (1852), rappresenta un altro tramonto ma è più nitido ed il cielo non è offuscato come nel primo, colpisce l'abilità del pittore nel catturare i giochi di luce provocati dai tramonti e renderli quasi vivi.

Arriva il turno di Gauguin. L'enorme tela "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" (1897-1898)  mi ha bloccato e mi ha perfettamente trasmesso il malessere che il pittore provava nel periodo della stesura del quadro. Cupo, mistico e surreale con degli angoli fantastici. Mi ha reso malinconica.

Nella stanza seguente ho trovato il quadro che poi avrei definito sicuramente il più bello della mostra, sempre secondo i miei bizzarri gusti:

"Cape Trinity, chiaro di luna sul fiume Saguenay" (1904 - 1909) di Winslow Homer
 

Gli unici colori presenti in questo quadro sono il nero, il bianco ed il grigio, nient'altro! Ma ai miei occhi è risultato estremamente nitido, luminoso, pulito, il riverbero della timida luna sull'acqua mi ha commosso. Quei colori mi hanno donato la calma estrema per qualche minuto. Nella stanza erano presenti anche dei Rothko, ma non riuscivo a distogliere lo sguardo dall'Homer.

Nelle stanze successive ho visto i Van Gogh, sembrerà strano da leggere ma non sono proprio riuscita ad apprezzarli, riconosco il genio assoluto, ma in me non hanno suscitato quelle sensazioni così spontanee che invece i girasoli erano riusciti a sviscerarmi. Mistero.

Proseguendo il cammino, davanti a me si presentano i due Monet: "Lo stagno delle ninfee e il ponte giapponese" (1900) è intenso, pieno di sfumature e colore ma nell'insieme risulta ordinato. "Ninfee" (1905) è delicato, elegante senza troppe pretese, ma cattura senza possibilità di ritorno alla realtà.
Non ho mai visto tanta eleganza, sì penso che "eleganza" e "delicatezza" siano i termini più diretti per descrivere queste due tele sublimi.

E' curioso come uno stesso quadro possa suscitare emozioni estremamente differenti nelle persone. Tele dipinte da geni incompresi con una manualità e innovazione difficile da comprendere per i comuni mortali.
L'unica nota stonata sono le descrizioni di Goldin, che ritengo estremamente prolisse, non adatte a tutti proprio per lo stile macchinoso applicato alle didascalie dal curatore della mostra.  

Consiglio caldamente questa esposizione. Avete tempo fino al 1 maggio.
Piazza Matteotti, 9
Genova
Dal lunedì alla domenica, dalle 9.00 alle 19.00


Piazza De Ferrari, sulla destra Palazzo Ducale



Ingresso Palazzo Ducale



Buon weekend!

By Moddy

domenica 5 febbraio 2012

Con le parole di Caravaggio.

"... Hieri dopo doi jorni e doi notti di pioggia passando per lo chiostro de lo convento per caso ebbi a rimirar una testa d'homo che parea decollata dentro una pozza d'acqua. Irsuta, di sotto a li baffi scomposti tenea la bocca aperta come per grave dolore e vedevansi li denti guasti e gialli. A un movimento che feci anco la testa nella pozza si mosse et allora capii essere io. Non eromi riconosciuto..."

(Michelangelo Merisi, il Caravaggio )
tratto da "Il colore del Sole" di Andrea Camilleri

"Adorazione dei pastori" Caravaggio
olio su tela 1609

"Giuditta e Oloferne" Caravaggio
olio su tela 1599


Credo che Caravaggio, a mio modesto parere, sia stato un artista capace di riprodurre, con della semplice pittura, delle emozioni crude, toccanti, angoscianti; i suoi quadri non risultano mai sterili. Le espressioni risultano estremamente ed inquietantemente veritiere. Le figure nitide e pulite mi scuotono. Riescono a colpirmi nel profondo...

By Moddy