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lunedì 6 agosto 2012

La saga de "Il Padrino"

Nella mia lista delle cose da fare prima della mia morte figura (o meglio figurava) anche la voce:

- Devo guardarmi, senza discutere, tutta la saga de "Il Padrino" di Francis Ford Coppola; è oltremodo vergognoso che io, alla veneranda età di 26 anni, non abbia ancora visto questo capolavoro.

"Grazie" ad un riposo forzato di 20 giorni, dovuto alla mia povera schiena che comincia a far le bizze, ho potuto tramutare in realtà questo mio proposito.
In tre caldissime sere d'estate mi sono fatta una scorpacciata di "minchia", "baciamo le mani", "picciotti" e altri tipici clichè caratterizzanti la visuale che gli yankee hanno di noi italian boys.
Fa paura il preziosissimo cast: Marlon Brando, Al Pacino, Diane Keaton, Talia Shire, Robert De Niro, Robert Duvall, Andy Garcia e James Caan.
Questa saga familiare racconta il passaggio del testimone tra tre gangster: Vito, Michael e Vincent, tutti appartenenti alla famiglia Corleone.

Il primo film fa conoscere al pubblico i personaggi della famiglia, Little Italy a New York e in generale il mondo della mafia importata negli States.
Forse non è bello da dire ma a me Al Pacino in questo film fa impazzire!
Soprattutto nel dialogo finale tra Michael Corleone e suo cognato Carlo: "Non mi dire che sei innocente perchè è un insulto alla mia intelligenza e la cosa mi disturba molto"...


Fa strizza pure a me!

Il secondo film invece illustra più approfonditamente la storia della famiglia Corleone, dall'arrivo del piccolo orfano Vito nella Grande Mela all'incremento della violenza e della crudeltà di Michael per difendere l'onore della famiglia dalle cosche rivali.

Il terzo ed ultimo film racconta il passaggio del potere da Michael a Vincent; quest'ultimo è un'eccezione nella storia della famiglia perchè rompe quella continuità tra padre e figlio, essendo Vincent nipote di Michael, e pure figlio illegittimo di Sonny, primogenito di Vito e fratello di Michael. Descrive anche il tramonto della potente famiglia dei Corleone, dovuto al ribellarsi dell'anziana coscienza di Michael ad una vita di omicidi e di delinquenza, che lo porta all'esigenza di redimersi dai suoi gravissimi peccati anche per riconquistare la fiducia ed il perdono dell'amata moglie Kay.

Saga intensa, che racconta perfettamente questo intricato e pericoloso mondo della mafia, rende questo annoso argomento più leggero e capace di essere letto in una chiave più digeribile. Forse l'ultimo dei tre, che risale al 1990, denuncia il cambiamento nel modo di concepire i film, tipico degli ultimi anni; infatti a parer mio è molto più incentrato sulla psicologia dei singoli personaggi che sulla teatralità delle scene di crimine.

L'unica piccola critica che posso fare su questa trilogia è l'anacronismo dei costumi e delle ambientazioni. I primi due film sono ambientati in un lasso di tempo che va dal 1946 fino ai primi anni '60, ma i costumi e le ambientazioni non rispecchiano molto il periodo in questione ma piuttosto gli anni '70, nei quali sono stati girati. La stessa critica posso apporla all'ultimo dei tre che denuncia molto gli anni '90 anzichè la fine degli anni '70. Insomma non propriamente fedeli ai decenni presi in considerazione.

Ovviamente la saga fa ora parte della mia lista "Film preferiti".


By Moddy





lunedì 23 aprile 2012

"Battleship"? I mean... I don't know...

L'altra sera io e Tuki abbiamo deciso di andare al cinema. Per noi è un appuntamento improrogabile! E anche se il film non è il colossal dell'anno ci andiamo lo stesso.
Diciamoci la verità, la visione è più goduriosa, poi mi piace sapere di essere una dei tanti contribuenti che permette di mantenere in vita un'usanza umana così particolare, soprattutto nel secolo dove tutti si scaricano i film sull'iPad o si comprano i dvd per guardarseli sul divano, davanti ad uno schermo piatto munito di dolby surround o 3D (si ok è comodissimo ma non ha lo stesso sapore, non so se mi spiego).
Non è più bello godersi la pellicola in questione immersi nelle enormi, morbide poltrone di velluto delle sale cinematografiche, avvolti dal penetrante odore di pop-corn?
Piccola parentesi: se siete a dieta ma venite investiti da una terribile fame da noia, i pop-corn sono ideali, di per sé il mais è ricco di elementi nutritivi e antiossidanti come i polifenoli che aiutano l'organismo a preservarsi da malattie cardiovascolari e da diverse forme di tumore. Infine la sua particolare cottura fa si che queste preziose sostanze rimangano intatte. Chiusa la piccola parentesi.

Per me certe cose vanno fatte alla vecchia maniera, e i film in uscita vanno visti nelle sale con le mani impiastricciate di sale e olio.

Che cosa siamo andati a vedere? "Battleship".
Trama: la NASA (che strano!) scopre un lontanissimo pianeta che sembra abbia la stessa conformazione della Terra. Sti furboni mandano un segnale nello spazio che dovrebbe raggiungere il pianeta in questione. Gli alieni lo ricevono e tutti incavolati si dirigono verso la terra facendo un macello incredibile. Le navicelle spaziali ammarano nelle acque circostanti le Hawaii, di conseguenza intervengono i marines. Poi c'è una sparatoria tra navicelle e cacciatorpedinieri, infine la scontatissima sconfitta degli alieni.
Dunque... l'idea di base sembra essere buona, ma l'hanno rovinata farcendo il film di americanate. Le scene dove i marines sparano verso le enormi navicelle spaziali, con delle mitragliette, mi sembrano un po' esagerate. Ma il drift sull'acqua della sessantottenne corazzata Missouri è la parte più assurda! Alquanto esilarante!

Per carità gli americani hanno la leadership nella cinematografia, ma ultimamente non stanno un po' esagerando? Aspetto idee più avvincenti e meno scene da videogames....

By Moddy