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martedì 10 luglio 2012

L'esame finale al corso di cucina!

E alla fine arrivò il grande giorno!
Ieri sera si è svolto l'esamone finale al corso di cucina!
Lo chef ci ha divisi in coppie e ci ha assegnato dei piatti da eseguire in un paio d'ore, per poi farli assaggiare alla commissione! Mi sembrava di essere una concorrente di Masterchef!
A me ed alla mia compagna di esame è capitato il risotto alle pere, gorgonzola e noci! Abbiamo tirato un sospiro di sollievo! Sapevamo esattamente come muoverci! Ecco qui per voi la ricetta!

Ingredienti per 5 persone:

- 400 gr. di riso carnaroli
- una cipolla e mezza (bianca) o tre scalogni
- brodo vegetale
- due bicchieri di vino bianco
- tre pere di tipo "coscia" non troppo mature 
Pere tipo "coscia"
- 100 gr. di gorgonzola, più qualche fiocchetto per guarnire il piatto
- noci intere e granella di noci
- 50 gr. di burro
- un paio di cucchiaioni di parmigiano grattugiato

Tempo di cottura del riso (dall'aggiunta del vino): 18 min.

Preparazione:
Tagliate finemente la cipolla e lasciatela imbiondire (non imbrunire!) in una  pentola da risotto con un filo d'olio. Quando sarà appassita e morbida aggiungete il riso e lasciatelo tostate per un paio di minuti fino a che non diventerà lucido. Sfumate il riso con il vino bianco e attendete il completo assorbimento. Poi aggiungete qualche mestolo di brodo e lasciate andare per qualche minuto, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo liquido se si asciuga subito. Nel frattempo tagliate a dadini le pere.
A 10 minuti dalla fine della cottura aggiungete la dadolata di pere e lasciate che si ammorbidiscano.
Bisogna prestare molta attenzione alla cottura del riso, perchè se si aggiunge troppo brodo quando il riso è quasi pronto si rischia di presentarlo troppo morbido. La consistenza esatta del riso viene detta "all'onda", ne troppo compatto ne troppo acquoso, insomma c'è da far pratica!
Quando il riso è cotto spegnete il fuoco e procedete con la mantecatura. Fate sciogliere il burro, il gorgonzola ed il parmigiano. Lasciate riposare il risotto per un minuto.

Presentazione:
In ogni piatto posizionate un mestolo di risotto con sopra qualche fiocchetto di gorgonzola, una spolverata di granella di noci e un paio di noci intere.

Alla fine la giuria, compreso lo chef, ha designato il nostro piatto come migliore della serata! WOW!


By Moddy



giovedì 21 giugno 2012

Cipolle per tutti!

Lunedì, al corso di cucina, la parola d'ordine era: Cipolla.
Questa pianta erbacea non attira le simpatie di tutti, fa piangere e "dona" all'alito un odore pestilenziale, non propriamente adatto alle relazioni sociali. Ma dopotutto le cipolle sono indispensabili!
Lo chef ci ha illustrato le differenze tra quelle bianche, gialle, novelle e rosse di Tropea. Le abbiamo impiegate in varie preparazioni ma, in particolare, mi hanno stregato due piatti, che si sono prepotentemente introdotti per sempre nella mia personale classifica "Comfort Food"!

Soupe à l'oignon (Zuppa di cipolle)

In tv l'avevo vista preparare mille volte, in quelle trasmissioni che ti illustrano i cibi di tutto il mondo. Ma se non ricordo male la faceva anche Julia Child, un po' fissatella con la cucina francese.
Finalmente il mio giorno arrivò! Non pensavo che una zuppa composta di sole cipolle bianche potesse avere così tanto sapore!E' un piatto prettamente invernale anche perchè va gratinato in forno ed è un po' sostanzioso, ci va molto burro; i francesi non riescono a cucinare senza la panna ed il burro! La immagino perfetta per quelle cene tra parenti, come a Natale! Ti servono pochi ingredienti, che sono anche economici, e fai un figurone!
Detto a parole non sembra ma la cipolla, in cottura, perde tutto il suo particolare gusto deciso e un po' fastidioso all'odorato, e rimane solo il tono dolce, che unito al gusto morbido del formaggio e al tono rassicurante del pane abbrustolito forma una sinfonia che dedichiamo alle nostre papille gustative.

Gli ingredienti sono:
- 1 kg di cipolle bianche
- 200 gr. di burro
- 1 litro di brodo di verdure
- 100 gr di farina
- qualche fettina sottile di fontina
- qualche cucchiaio di grana grattugiato
- un paio di fette di pane abbrustolito per ogni commensale

La preparazione:
Tagliate a julienne la cipolla e fatela appassire con il burro in una pentola capiente. Quando diventerà morbidissima e leggermente imbiondita aggiungete il brodo e la farina, mescolate fino a quando si saranno sciolti tutti i grumi della farina. Ora si passa alla gratinatura: ponete la zuppa in ciotole di coccio, oppure in recipienti adatti alla cottura in forno. In superficie posizionate il pane, qualche fettina di fontina ed una spolverata generosa di grana. Si lascia gratinare a 180° per 20 minuti, fino a che si formerà una golosa crosticina di formaggio in superficie, che custodisce la delicata zuppa sottostante.

Marmellata di cipolle

Per questa preparazione si usano sempre e solo le bellissime e gustosissime cipolle rosse di Tropea. A fine cottura ha un colore incantevole, un bel viola trasparente. E' ottima come accompagnamento di formaggi stagionati, ma anche insieme ad un piatto di selvaggina, sempre se avete il palato abituato a gusti un po' particolari. Io pensavo avesse il gusto simile alla mostarda di frutta, ma mi sbagliavo. In cotture così lunghe, come dicevo poc'anzi, della cipolla rimane solo il suo tono dolce. Una signora, mia compagna di corso, mi diceva: "Sembra sia marmellata ricavata da qualche frutto strano, poi quando vieni a sapere che è cipolla ci rimani di stucco".

Gli ingredienti sono:
- 1 kg di cipolle rosse di Tropea
- 600 gr di zucchero bianco
- 3 mele gialle
- 1 buccia di un limone
- succo di 1 limone

La preparazione:
E' semplicissima! Tagliare a julienne le cipolle e farle stufare in una pentola capiente con lo zucchero, le mele tagliate a dadini (servono per ricavarne la pectina, ovvero un gelificante naturale), il succo di limone e la sua buccia grattugiata (solo la parte gialla). Cuocetela, mescolando frequentemente per almeno un'ora.
Ve la consiglio sopra un crostino di pane spalmato di gorgonzola morbido!!!!


By Moddy




sabato 2 giugno 2012

Non è così facile come sembra!

In questi giorni non ho fatto altro che cucinare! Cucinare, cucinare e cucinare!
Avevo a disposizione delle cavie volenterose e un po' di giorni tranquilli durante i quali ho potuto sperimentare le ricette eseguite durante le precedenti lezioni di cucina! Mi devo allenare perchè devo affrontare l'esame pratico finale!
Dalle varie prove ho capito che la besciamella te la devi curare come un bambino in fasce, altrimenti basta un attimo di distrazione e ti ritrovi un cumulo di grumi! Si per lo chef  è tutto facile ovviamente! Ma così facile non è!!!
Ho notato che le pentole hanno una vitale importanza nella riuscita delle pietanze. Sei hai delle pentole da comuni mortali devi mettere in preventivo almeno un 20% di difficoltà in più.
Lo chef usa l'alcool di frequente, soprattutto il vino bianco, per sfumare, per aromatizzare la pasta all'uovo, per insaporire il riso. Ho cominciato ad usarlo anch'io e devo dire che è tutta un'altra storia!
Per flambare i gamberi invece usa il brandy, ma progrediamo per gradi, altrimenti rischio di dare fuoco alla casa!
Ho provato a fare il famoso risotto alla milanese seguendo tutte le indicazioni del caso! Ed è riuscito alla perfezione! Che soddisfazioni!
Ieri mi sono cimentata con una quiche lorraine per una cena tra amici. Non avevo idee ed ero abbastanza di fretta. Ma poi ho avuto un'epifania culinaria! Ero al telefono con i miei quando mi fanno sapere che la sera stessa avrebbero partecipato ad una cena messicana. Dunque ho pensato: "Perchè non mettere del mais dentro?"
Ho fatto saltare in padella il mais in chicchi con dello scalogno e un cucchiaino di paprika in polvere ungherese (si ok ok la paprika non c'entra niente con il Messico). L'ho sfumato con l'ormai immancabile vino bianco e l'ho lasciato asciugare un po'. Nel frattempo ho preparato la besciamella (sudando sette camice perchè ero terrorizzata dall'idea del grumetto fastidioso, ma ho sventato il pericolo). Ho unito i due preparati.
In una teglia ovale (o se vi piace di più usate una tortiera) ho steso la pasta sfoglia e l'ho farcita con il composto di mais, ho chiuso i bordi e l'ho messa in forno a 180 °c per 20 min. Ho ricevuto i complimenti di tutti!
Ah la mia fidata amica/cavia mi ha fatto notare che fredda è ancora più gustosa!
Come se non bastasse ieri mattina mi sono dedicata pure al dolce. Una torta fredda allo yogurt, la preferita di Tuki. In confronto alla quiche sembrava una passeggiata! Il prossimo corso che farò sarà sicuramente dedicato alla pasticceria! 

Ora vado a fare dei biscottini al rabarbaro! 

By Moddy



domenica 27 maggio 2012

Serendipità di maggio sulla besciamella e sul risotto!

Per me le scoperte nella vita sono fondamentali! Mi rinvigoriscono e mi forniscono il carburante mentale necessario per farne delle altre! Inoltre sono una grande fan della parola "serendipità"!
Generalmente sono una persona che affronta le scoperte in maniera alquanto puerile, ovvero stupendomi sempre in maniera esagerata, molte volte anche di cose banali. Ma penso sia importante mantenere in vita, come diceva il buon Pascoli, il "fanciullino" che è in noi. Aiuta molto.

Nell'ultima lezione di cucina ho fatto delle scoperte utilissime e alquanto piacevoli!

- Serendipità sulla besciamella: lo chef ci ha iniziati alle basi, salse madri e brodi; di conseguenza abbiamo anche appreso come usarli nelle varie preparazioni.
Il concetto della besciamella è molto semplice, roux di burro e farina con latte bollente, un pizzico di sale e noce moscata. Il problema arriva quando si formano i famosi grumetti nel momento in cui si unisce il roux con il latte. Come ovviare a tutto ciò?
- in una pentolina miscelare farina e burro fino a formare una cremina color nocciola
- in un'altra pentolina far bollire il latte con un pizzico di sale e noce moscata
- VERSARE IL ROUX DENTRO LA PENTOLA DEL LATTE E NON VICEVERSA!
- Avrete così una besciamella liscissima! E chi l'avrebbe mai detto che questo piccolo stratagemma potesse fare così tanta differenza! Infatti io ho sempre pensato, sbagliando, che il latte andasse versato nel roux! : )

- Serendipità sulla salsa mornay: per chi non lo sapesse, la salsa mornay è composta da besciamella con l'aggiunta di tuorli d'uovo, panna e parmigiano. Viene usata principalmente nelle quiche lorraine salate, ma anche con gli asparagi coltivati bolliti (e non solo). Non ne avevo mai sentito parlare sino a quel momento, ma quando quella fantastica cremina entrò in contatto con il mio palato.... what a joy! Vellutata ed estremamente confortante! Se avessi potuto me la sarei mangiata tutta a cucchiaiate! 

- Serendipità sul risotto alla milanese: sapevo di cosa si trattasse e quali ingredienti comprendesse ma non lo avevo mai assaggiato, o forse quand'ero piccola ma sinceramente le mie papille gustative non ne avevano ricordo. Lo chef ci ha consigliato di usare lo scalogno molto spesso, perchè decisamente più delicato della cipolla. Nel momento in cui il riso si è ben tostato nello scalogno, prima di bagnarlo con il brodo di ossa e verdure, meglio sfumarlo con del vino bianco. Così facendo i chicchi assorbiranno l'aroma del vino ed il tutto risulterà decisamente più gustoso.
Un altro annoso problema di questo prelibato piatto lombardo è la quantità giusta di zafferano da usare, per evitare che sappia solo di quello. La giusta proporzione è una bustina di zafferano in polvere ogni quattro persone.
Ed il midollo quando metterlo? Come cuocerlo? Semplice anche questo! Lo si cucina nel brodo che verrà usato per bagnare il riso e poi, a tocchetti, aggiungerlo al riso più o meno a metà cottura.
Ah il risotto, va cotto esattamente 18 minuti, non di più non di meno! Risulterà perfettamente al dente. Come Madre Natura vuole! : )

Domani ci sarà la prossima lezione di cucina! Spero di cogliere altre serendipità!

(piccola serendipità sulla parola "serendipità": venne inventata nel 1754 dallo scrittore Horace Walpole prendendo spunto dalla fiaba persiana "I tre prìncipi di Serendippo". I protagonisti della storia scoprono cose impreviste, cercando qualcos'altro. Da qui deriva la sensazione chiamata "serendipità")


By Moddy



martedì 1 maggio 2012

Focaccia al grano saraceno Tuttigustipiùuno!

Buongiorno mondo!
Stamattina cornflakes di mais e scaglie di cioccolato, caffé al ginseng, tanta speranza in generale e impazienza di arrivare al giorno 14 maggio, quando inizierò il mio primo corso di cucina!
Ho scelto di cominciare dalle basi perchè, anche se abbastanza abile tra i fornelli, necessitavo di venire a conoscenza di regole fondamentali sulla preparazione dei cibi e di erudirmi sulle proprietà di ingredienti che normalmente si usano in cucina.
In generale cucinare è una delle poche cose che mi rilassa (ma anche andare in bicicletta tra i campi).
Da un po' di giorni mi frullava in testa l'idea di cimentarmi nella preparazione di un prodotto da forno lievitato.
Poi nel weekend ero a casa di Tuki e volevo provare il suo ipertecnologicissimo forno superlusso. Pensavo di fare una comunissima pizza, ma al supermercato ho avuto un'illuminazione. Ho trovato la farina al farro e grano saraceno, per la precisazione quella "Molino Spadoni". Devo dire che la confezione è molto comoda. All'interno si trovano due bustine di lievito istantaneo in polvere.

Memore della mia gita invernale a Genova, ho pensato di plasmare la focaccia! Ovviamente non è come quella ligure (e anche se ci provassi sono sicura che non verrebbe mai), ho voluto farne una rivisitazione.

Necessaire:
- 500 gr. di farina al farro e grano saraceno "Molino Spadoni"
- una bustina di lievito istantaneo, o un panetto di lievito fresco di birra
- 2 cucchiai di olio evo
- acqua tiepida q.b. per impastare (250 ml. più o meno)
- rosmarino fresco
- sale grosso
- sale fino
- carta da forno
- una terrina bella grande dove far lievitare l'impasto

Nella terrina mescolate la farina, una bustina di lievito istantaneo (o il panetto di lievito fresco sciolto in un po' d'acqua tiepida e un cucchiaino di farina), due cucchiai di olio evo e l'acqua.
Formate una palla omogenea, e lasciate lievitare il tutto per mezz'ora/ tre quarti d'ora, in un posto caldo.
Quando l'impasto è pronto stendetelo sua una teglia rivestita di carta da forno, fino ad ottenere lo spessore di un centimetro. Versate su tutta la superficie un filo d'olio evo abbondante, sale fino q.b., qualche granello di sale grosso e rosmarino fresco.
Cuocere in forno per mezz'oretta a 190 gradi.

Buon primo maggio!

By Moddy



domenica 1 aprile 2012

Henné Rosso Egiziano

Dopo la parte culinaria, con nonchalance, passo a quella estetica.
Ho fatto una scoperta (dell'acqua calda) meravigliosa!!! L'Henné rosso egiziano!

E' ricavato dalle foglie essiccate della Lawsonia Inermis, ha proprietà antimicotiche, astringenti ed antinfiammatorie. Le sue proprietà sia coloranti che curative sono note sin dall'antichità e se ne trovano tracce persino nelle mummie egizie. L'henné oggi viene usato maggiomente per tingersi i capelli. Le donne medio-orientali lo usano anche per decorare le mani e i piedi con dei tatuaggi tradizionali color rossastro, simbolo di bellezza e seduzione verso i mariti.

Io parto da un colore naturale che potrei definire "castano chiaro cenere". Da un po' di giorni mi tentava l'idea di provare un colore un po' più frizzante ed allegro, ma non volevo neanche scatenare l'effetto "lampadina led/ Vanna Marchi".
L'altro giorno ho trovato al supermercato una tintura all'henné rosso egiziano completamente naturale. Meglio controllare sempre gli ingredienti dell'henné, perchè certe tinture contengono picramato di sodio, colorante rosso sintetico, nocivo per il cuoio capelluto, che viene aggiunto alle tinture hennè scadenti.
Essendo una tinta naturale ha bisogno di una preparazione un po' lunga. Non basta aggiungere l'acqua alla polvere che trovate dentro la confezione.

Io consiglio:

- Polvere di Hennè naturale (per la quantità regolatevi in base alla lunghezza dei vostri capelli, io li porto a caschetto fino al mento, dunque mi bastano 100 gr. di polvere)
- Thè caldo neutro
- Mezzo bicchiere di succo di limone o di aceto di mele

Pian piano sciogliete la polvere con il thè caldo e il succo di limone o l'aceto. Quando avrete ottenuto una cremina omogenea lasciate ossidare per 7/8 ore, nelle quali verrà sprigionato il colore.
Stendere il composto non è complicatissimo ma richiede un po' di pazienza, perchè tende a formare dei grumi e a seccarsi, sembra una fanghiglia profumata. Lasciate in posa un paio d'ore e per evitare che vi coli tutto avvolgetevi la testa con della carta d'alluminio.
Dopo le due ore sciaquate bene i capelli con acqua tiepida e poi fatevi due o tre shampoo per togliere i residui della polvere. Il risultato vale tutta la fatica! Un mogano caldo con riflessi brillanti! Sono proprio soddisfatta.
Ho ottenuto un bel colore e non ho rovinato il cuoio capelluto, perchè tutto naturale! Lo consiglio a tutte le donzelle!

By Moddy  



sabato 31 marzo 2012

Quinoa's Magic

Bonjour à tout le monde!
Oggi vorrei fare l'elogio di una pianta meravigliosa. La quinoa!
Ne conoscevo l'esistenza solo per sentito dire, poi un giorno, parlando di macrobiotica e colture biologiche con una mia amica, scopro sia una pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiaceae, in parole spicciole parente degli spinaci e della barbabietola, e non un cereale come erroneamente pensavo.
Ha molte proprietà nutritive, come fibre e minerali, ma soprattutto è un' ottima fonte di proteine vegetali, dunque adattissima ai vegetariani. E' priva di glutine, perfetta per i celiaci.

L'unico aspetto negativo di questo prodotto è la sua difficile reperibilità. Viene principalmente coltivata nelle zone andine perchè abbisogna, per crescere, di un particolare clima, che si trova appunto nel sud America. Di conseguenza il suo prezzo non è proprio economicissimo, ma se si ha la fortuna di abitare nelle zone di confine, la si può trovare facilmente in Austria o Slovenia a prezzi decisamente più bassi.
Quando è cotta assomiglia al cous cous ed il suo sapore non è invasivo, dunque adatto a molti condimenti.
Ieri l'ho preparata con un sugo al pomodoro e funghi e un po' di peperoncino piccante.
Prima di cuocerla, consiglio di lavarla un paio di volte nell'acqua tiepida per togliere i residui di saponina, sostanza presente nella pianta che la rende un pò amarognola.
La si lascia cuocere in acqua fino a che non l'avrà assorbita tutta. Io mi sono regolata così per un pranzo per due persone:

200 gr. di quinoa
400 ml. di acqua (la proporzione è sempre la stessa: una parte di quinoa, due parti di acqua)
4 pomodori da sugo
1 cipolla bianca media
100 gr. di funghi champignon
1 peperoncino verde fresco
una spruzzata di curcuma in polvere (io ce la metto ovunque, anche nell'acqua della pasta o del riso, fa benissimo perchè contiene molti antiossidanti, stimola le vie biliari ed è un naturale fluidificante del sangue, dunque adattissima alle donne che fanno uso di anticoncezionali ormonali).
sale q.b.
olio evo q.b.

Mettete la quinoa nell'acqua fredda e portate ad ebollizione. Dopodiche lasciate bollire per 15 min. fino a che avrà assorbito tutta l'acqua.
Nel frattempo mettete a soffriggere la cipolla nell'olio evo. Quando sarà imbiondita aggiungete i pomodori ed un po' di sale. Verso fine cottura aggiungete i funghi, il peperoncino e la curcuma.
Unite i due preparati e magnateve tutto come i pellicani sulla spiaggia!
(Chissà perchè, quando penso a me stessa mentre mangio, automaticamente mi compare l'immagine di un pellicano intento a ingurgitare un pesce vivo..)

Bon appétit!

By Moddy



martedì 6 marzo 2012

Pita od jabuke = Dolce di pasta frolla e mele

Oggi è già lunedì 6 marzo e tutto va bene... O quasi tutto.  Mannaggia al mio principio di influenza! Maledetta. Speriamo sia solo un falso allarme. Tra un mese esatto è il mio compleanno e mi piglia ancora più male...

Là fuori sembra già fine aprile, e si comincia a mangiar di magro perchè tutti vengono assaliti da stress, paura, fobia, isteria collettiva da costume e spiaggia, pancia piatta in due giorni, etc. (paure che non mi hanno mai sfiorato minimamente, ma non perchè io porti la 40 e pesi 50 kg, ma perchè sinceramente non me ne frega un bel niente di apparire quasi trasparente ma con un conseguente e fastidiosissimo odio per il mondo e acidità da zitella sessantenne). Così ho pensato bene di pubblicare una ricetta per un dolce, semplice e relativamente non invasivo nella vostra guerra contro i rotolini di ciccetta.
Un dolce di mele!
E' una ricetta così semplice che anche se non si vuole, anche se si è l'anticucina, non può non riuscire.

Andate a caccia di:
- 350 gr. di farina
- 120 gr. di zucchero
- 150 gr. di burro
- 2 uova
- 4 mele
- 1 cucchiaio di yogurt
- 1 bustina di lievito per dolci

Per prima cosa dovete creare la pasta frolla. La potrete utilizzare anche per altre preparazioni se vi va.
Nella farina setacciata aggiungete il burro a pezzetti e sbriciolatelo uniformemente. In un'altra terrina mescolate lo zucchero, le uova e lo yogurt fino ad ottenere una crema omogenea. Unite i due composti e aggiungete il lievito. Lavorate il tutto fino ad ottenere una palla solida. Mettetela in frigo per mezz'ora, quando sarà fredda si stenderà meglio.
Nel frattempo tagliate le mele in piccoli pezzettini e rosolatele in padella, con un paio di cucchiai di zucchero di canna, fino a che non diventeranno morbide. Mi raccomando fate evaporare tutto il liquido prodotto durante la cottura delle mele. Oppure scolatele dal succo e bevetevelo. Ma mai mettere le mele pregne d'acqua sulla pasta. 
Passata la mezz'ora dividete la palla di pasta frolla in due parti, una per la base e una per la copertura. Stendete le due parti con la forma della vostra teglia di fiducia. Riponete una parte di pasta sul fondo. Poi copritela con le mele saltate in padella. Finite il dolce disponendo la seconda parte di pasta come coperchio, sopra le mele.
Ora cuocete il dolce in forno per 20/30 minuti per 170 gradi, a seconda del vostro forno. Sarà pronto quando diventerà dorato. Ah piccolo consiglio: punzecchiate la superficie con una forchetta in modo tale da creare dei buchetti e far uscire il vapore in eccesso ed evitando che si rompa la parte superiore di frolla.

E come direbbe il buon Gordon, questo dolce è "fuckin' delicious"!

Have a nice day people!

By Moddy



mercoledì 22 febbraio 2012

Mexico Mexico!

Che giornata frenetica!
Mille cose da fare, preparare ed impostare. Tra le quali anche i preparativi della festa di compleanno di Tuki, per domenica. Mentre stavo cercando ricette di torte da prepare alla mia metà, ho trovato una vecchissima agenda degli anni '80, di una compagnia assicurativa croata. Nera, con la copertina in pelle, con un fortissimo odore di anni passati, di carta vissuta. La usava mia madre per appuntarci le ricette che, negli anni, trovò in giro per il mondo.
Sfogliando questa utilissima ed antica risorsa, la mia curiosità venne colpita da "Ricetta per riso e fagioli alla messicana".
Piccola parentesi: a carnevale mi sono vestita da Frida Kahlo e, momentanamente, ho la fissa per il Messico. Chiusa parentesi.
In uno dei flash-back che ogni tanto colpisce la mia povera mente contorta, mi ricordo anche di averla assaggiata anni fa, e mi piacque alquanto.
Or ora vi delizio con questa esotica ricetta, Olè.

Dunque, dunque, dunque, di cosa avete bisogno:

- 200 gr. di fagioli neri messicani lessati
- 300 gr. di riso parboiled
- 100 gr. di pancetta
- 1 cipolla
- 3 spicchi d'aglio
- 1 peperone rosso
- 1 cucchiaino di origano
- 1 pizzico di cumino
- olio evo
- sale
- 1/5 litro d'acqua bollente

Nel momento in cui abbiate deciso sia arrivata l'ora di accingervi a tribolare tra i fornelli, iniziate con la parte più goduriosa, a mio avviso, di molte preparazioni salate. Il soffritto. Cipolla ed aglio, tritati e lasciati imbiondire nell'olio extra vergine d'oliva. Quell'odore mi piace tantissimo, semplice, forte, e casereccio. Forse mi ricorda le mie prime comparsate in cucina... Filippo La Mantia dissentirebbe con quanto espresso pocanzi, ma francamente me ne infischio.
Quando la cipolla e l'aglio sono diventati morbidi, ma non bruciati, aggiungete la pancetta. Il grasso si scioglierà e libererà tutto il gusto che serve a questo piatto. In questo tripudio di odori tuffateci i peperoni tagliati a dadini. Quando i peperoni avranno acquisito una consistenza morbida, aggiungete i fagioli, il riso, le spezie e l'acqua.
Il tutto va mescolato, di tanto in tanto, per 20 minuti, più o meno. E voilà, il Mexico in casa, sempre più o meno.

E se cucinerete con questo sottofondo...


.... allora si che tutto avrà un senso nella vostra vita!

Hasta luego!

By Moddy

sabato 11 febbraio 2012

Pina Colada Baby!

Ancora un vento fortissimo fuori dalla finestra...
Appena sveglia, si gela, e così mi faccio un caldissimo caffè misto orzo. Misto orzo perchè il caffè puro, anche se il gusto mi piace un sacco, mi renderebbe uno scoiattolo con il mal di cuore. E schiatterei d'infarto. Ma non è ancora il caso.
Quando capisco chi sono e dove sono, dopo una notte tormetata da sogni stranissimi e svegliata da spiriti buoni che mi facevano pensare di stare per cadere dal letto, esco dalla stanza e noto di avere tutta la casa per me.
Pervasa da una strana calma e languore tipico del risveglio, mi viene un'incredibile voglia di dolce. Ieri al supermercato mi sono presa una lattina di ananas sciroppato e due vasetti di panna vegetale. Non so se vi ricordate la ricetta del post "Pesche a gennaio"... se ve la ricordate ho pensato di rivisitarla un pochino, e cimentarmi nella torta Pina Colada!

Che cosa vi serve? Allora:
- 200 gr. di farina
- 100 gr. di zucchero
- 2 uova
- 200 ml. di panna da cucina non zuccherata
- 1 bustina di lievito per dolci
- 4 cucchiai di olio di semi
- 4 cucchiai di latte di soia
- 4 cucchiai di farina di cocco
- 4 rondelle di ananas sciroppato (meglio di quello fresco perchè intriso dello sciroppo, che con la cottura rilascerà nella pasta)

Questa volta iniziate con riscaldare il forno ad una temperatura più bassa della volta scorsa perchè non vorrei che il cocco si seccasse troppo. Dunque basterà impostare il forno a 160°.
Iniziate sempre con gli ingredienti preparati già pesati pronti all'uso. Lavorate gli ingredienti liquidi  separatamente da quelli secchi/polverizzati.
Iniziate mescolando lo zucchero con le uova, l'olio, la panna ed il latte. Dopodichè aggiungete il cocco e la farina setacciata insieme al lievito.
Quando avrete ottenuto una consistenza omogenea versate il contenuto in una teglia rotonda a cerniera, foderata di carta da forno. Adagiate le rondelle di ananas sopra il composto.
Infornate per 30 minuti!
Piccolo consiglio: come fate a sapere se è pronta? Infilate uno stuzzicadente in mezzo alla torta, se esce pulito senza nessuna traccia di pasta allora è pronta!
La mia torta ora è in forno. Non vedo l'ora di mangiarne un pezzetto. Intanto vado a lavare i piatti.

By Moddy

mercoledì 8 febbraio 2012

Consigli fru fru!

Ascoltando "You go to my head" di Billie Holiday, mi accorgo che la prossima settimana è già carnevale. Ho già fatto una testa tanta al mio ragazzo e alle mie amiche con la mia intenzione di vestirmi da Frida Kahlo; dovendo fare i conti con la mia mente intricata e non volendomi vestire da qualche normale personaggio, decido che la pittrice messicana faccia al caso mio.
Ma, come dicevo nel precedente post, è anche tempo di quella simpatica festicciola consumistica di nome S.Valentino... Non mi ha mai fatto impazzire l'idea di una festa degli innamorati perchè troppo stucchevole per il mio modo di fare! Il marketing bombarda tutti di cuoricini solo il 14 e poi il nulla cosmico... I gesti d'amore vanno fatti anche a luglio!
Tralasciando il mio burbero modo di vedere le cose, vorrei lasciare ai posteri qualche consiglio per un S.Valentino (se proprio volete farvi una cenetta romantica) casalingo. Perchè casalingo?!? Ma avete sentito quanto freddo fa fuori?

Consigli per gli acquisti al maschile:
- si salvi chi può dai regali in serie, tipo peluche orribili con il cuore, della serie: "non avevo tempo, non avevo voglia di pensarci, non sapevo e ti ho preso la prima cosa che mi è capitata sotto mano"; di conseguenza lei penserà: "ecco non mi caghi". Seguiranno ulteriori seghe mentali.
- evitare i fiori, sono estremamente démodé, e solo gli anziani, che hanno visto lo sbarco degli americani in Normandia, li mandano ancora. Durano poco e di loro non rimane nessun ricordo.
- puntate piuttosto su di un foulard di seta (seta vera, non acrilico misto nylon) color ottanio (il colore dell'anno) o rosso, sempre se la vostra lei è una bella morettona (sulle bionde il rosso è un pugno nell'occhio, e a mio avviso risulta volgarotto). Andate anche piuttosto sul sicuro regalando degli orecchini (ormai vengono presi poco in considerazione, ed è un po' un peccato); mi raccomando in inverno, per i gioielli, evitate l'oro, e andate diritti sull'argento od oro bianco (per regalare oro giallo avrete tempo tutto luglio ed agosto).
- evitate di regalare vestiti, già così ci facciamo un sacco di problemi mentali sul fisico, se non ci sta il vestito in questione... apriti cielo. Ma in generale, regalare indumenti è poco elegante.
- evitate, per qualsiasi acquisto voi abbiate deciso di fare, il colore rosa! Sta bene alle bambine fino all'età di 10 anni, poi risulta ridicolo. L'unica eccezione è il rosa cipria ed il rosa antico. NO ROSA SHOCKING!
- se non avete ancora gran confidenza con la ragazza in questione, evitate di regalare profumi. I suoi gusti olfattivi li capirete con il tempo.
- non serve spendere un occhio della testa, quello che colpisce è la personalizzazione. Qualcosa che rimanga strettamente personale.
- regali graditissimi? Biglietti per il teatro! E din din din 1000 punti!

Consigli per gli acquisti al femminile:
- puntate su qualcosa di estremamente utile, perchè sennò alla prima occasione lo buttano sotto il letto e se lo dimenticano.
- niente cose pucciose, pucciolose, cicciolose. Lo so benissimo che certe donne alla lettura ne saranno tentatissime ma NO! Non apprezzano.
- se il vostro lui è un tipo musicale, un bel cd personalizzato potrebbe essere gradito. Se siete iper tecnologiche potete scaricare i suoi brani preferiti direttamente sull' iphone, ipad, ipod, insomma ci siamo capite...
- di solito gli uomini vengono attratti da robe tecnologiche (le chiamo robe perchè tante volte neanche io so cosa siano e a che cosa servano).
- se state con un tipo sportivo, un biglietto per la sua squadra del cuore sarà graditissimo.

Ora passiamo alla cena:
tentate di restare leggeri quando si parla di cenetta romantica a due. Non è molto elegante strafogarsi come se non aveste mai visto cibo in vita vostra davanti al/la vostro/a prediletto/a. Dunque consiglio:
- risottino al radicchio rosso tardivo di Treviso: vi serviranno 150 gr. di riso carnaroli. Sminuzzate finemente una cipolla rossa di tropea e lasciatela imbiondire con un filo d'olio evo. Quando sarà abbastanza morbida aggiungete il riso e lasciatelo tostare, mescolando sempre. Intanto tagliate a julienne il radicchio e aggiungetelo al riso tostato. Finite il risotto aggiungendo acqua calda, fino a che non sarà cotto al dente e avrà la tipica consistenza ad onda. Chiudete il fuoco e mantecatelo con qualche pezzetto di formaggio Castelmagno.
- filetto di cavallo alla griglia: non spaventatevi, è estremamente facile da preparare. Prima di tutto scaldate la piastra a fuoco lento ma deve diventare bollente! Massaggiate i filetti con olio evo e una spruzzatina di pepe misto (rosa, nero, bianco e verde) su entrambe le parti. Quando la piastra è pronta, aumentate il fuoco e adagiatevi sopra i filetti; cuocendoli su di una griglia incandescente la superficie della carne si cauterizzerà, i succhi rimarranno al centro e la carne rimarrà morbida. Bastano 5 minuti per parte. Poi ovviamente dipende dai gusti. Il sale va aggiunto solo alla fine, se messo in cottura faciliterà la fuoriuscita dei liquidi e dunque l'indurimento della carne.
- ciuffi di radicchio rosso tardivo trevigiano al forno: tagliate le radici che rimangono in fondo ai ciuffi, tagliateli a metà o in quarti e disponeteli su una placca foderata di carta da forno. Aggiungete un filo d'olio evo per ogni ciuffo e sale aromatizzato (a me piace quello alla curcuma, ma anche alle erbette fini). Lasciate che appassiscano in forno per 20 minuti, più o meno.
- spuma di frutta: vi serviranno solo 200 ml. di panna vegetale da montare già zuccherata, due banane e scaglie di cioccolato fondente al 75%. Montate la panna fino ad ottenere una consistenza lenta, non perfettamente soda. Schiacciate le banane fino ad ottenere una crema; aggiungete qualche goccia di limone per evitare che anneriscano. Unite i due composti fino ad ottenere un composto omogeneo e disponete la spuma in coppette di vetro. Spolverate la superficie con qualche scaglia di cioccolato fondente e lasciatela riposare in frigo.

E poi... viva l'amour!

By Moddy

venerdì 27 gennaio 2012

Pesche a gennaio...

L'altro giorno mi sono accorta che, nella madia della cucina, c'era ancora un vaso intatto di pesche sciroppate.
La dicitura dell'etichetta dice: "pesche di fine estate conservate in acqua di sorgente". Dunque che farne?
Nonostante io sia abbastanza distratta e per certe cose dotata anche di una pessima memoria, mi ricordo di avere la ricetta di una base per una torta che potrebbe fare al caso mio.
Apro il famoso vaso, e assaggio un pezzetto di pesca, a gennaio....
Una bellissima emozione mi assale nel sentire sul palato quei meravigliosi frutti! Dicono che i gusti ed i profumi sono sensazioni che te le porti nei cassettini della mente per sempre... ed è così! Saltano fuori quando meno te lo aspetti e ti fanno felice. Mi vengono subito in mente le calde giornate trascorse in riva al mare da bambina, quando ci portavamo nella borsona frigo le pesche come merenda, sono decisamente il mio frutto preferito...
Rallegrata da questi ricordi decido di fare una torta semplice con le pesche... a gennaio! Si potevo anche svegliarmi prima, lo so...
La ricetta l'ho trovata per caso e recita così:
- 200 gr di farina
- 100 gr di zucchero
- 2 uova
- 200 ml di panna da cucina (non prendete quella da montare perchè rende la torta stucchevole)
- 1 bustina di lievito per dolci
- 4 cucchiai di olio di semi
- fettine di pesche, o qualsiasi altra frutta adatta a questa preparazione (vi consiglio l'ananas caramellato, le ciliegie, mele, pezzettini di lychee se siete palati innovativi, mirtilli, insomma sbizzarritevi!)

Prima di tutto amalgamate lo zucchero e le uova, fino a rendere un composto spumoso. Aggiungete la panna e l'olio, continuando a mescolare. Alla fine setacciate la farina e il lievito e versateli nel composto, mescolando fino a sciogliere gli eventuali grumi.
Versate il composto in uno stampo a cerniera foderato di carta forno. Dopo averlo livellato, disponete la frutta sulla superficie. L'impasto ha molto lievito, dunque si gonfierà molto e la frutta verrà inghiottita all'interno.
Cuocete la torta a 170 gradi per 30 minuti.
La torta è molto veloce da preparare ma è un ottimo stratagemma per utilizzare la frutta in eccesso, ma anche per sfamare ospiti voraci ed inattesi.



Buon weekend!

By Moddy

mercoledì 25 gennaio 2012

Perle di hummus variegate alla paprica rossa ungherese!

In questo momento ho le narici impregnate di quel caldo odore sprigionato dai ceci che si stanno cuocendo nella pentola a pressione.
Li compro sempre secchi. Mi rifiuto di prenderli già pronti in quelle lattine inquietanti!
Ieri li ho messi a bagno tutto il giorno e tutta la notte, in modo tale da ammorbidirli il più possibile.
Ah si, cosa me ne faccio dei ceci? Uno dei cibi che ho messo nella mia personale lista "Comfort Food"..
L'hummus...
Ottimo per chi desidera acquietare il bisogno di sapori, perchè a dieta o vegetariano.
Tipico piatto della cucina araba, la sua origine si perde nella notte dei tempi. Di solito io lo mangio a cucchiaiate senza niente, ma è ottimo anche con le piadine calde o con semplici gallette di mais. Sconsiglio di mangiarlo con il pane, perchè già di per se questa salsa densa è molto calorica, con il pane risulterebbe stonata.
Passiamo agli ingredienti:
- 300 gr. di ceci secchi
- 2 cucchiai di tahini (pasta di semi di sesamo)
- 2 spicchi d'aglio
- succo di 1 limone
- olio extravergine d'oliva q.b.
- acqua di cottura dei ceci q.b.
- sale q.b.
- 1 cucchiaio di cumino in polvere
- 1 cucchiaio di paprica rossa in polvere
- una spruzzata di cannella
- una spruzzata di coriandolo in polvere se vi va
Iniziate a frullare i ceci con un po' d'acqua di cottura, il tahini, l'aglio, il limone e l'olio. Poi a seconda dei vostri gusti personali aggiungete le spezie pian piano, e assaggiate man mano che la salsa si trasforma. Il tahini è una pasta molto grassa perciò non dimenticate il limone che pulirà la bocca e renderà l'hummus più fresco.
Servite la salsa in una ciotola con un giro di olio e con un paniere di triangolini di piandina calda, ovviamente va mangiata con le mani. Ottima come accompagnamento di un aperitivo tra amici!
Piccolo consiglio: ho la fortuna di avere un'amica ungherese che per Natale mi ha portato un pacco di paprica rossa in polvere, direttamente da Budapest. Le sono molto grata perchè ho potuto constatare che la loro paprica è tutto un altro mondo, ha un sapore dolce, ben definito, contornato da un retrogusto che ti scalda la bocca senza essere aggressivo. Ho provato anche a metterla nello stufato di cervo marinato al vino rosso, ed è stato come uno sposalizio perfetto tra il sapore selvaggio della carne e il velo impalpabile prodotto da questa fantastica spezia.

Buon appetito!

By Moddy

martedì 17 gennaio 2012

Vademecum anti-stress/malinconia/noia/periodo caccoso

Sorseggio un caffè dopo pranzo e mi sento ancora l'abbiocco addosso. Sono giorni impegnativi questi, per me. Ma ieri, parlando con la mia cara amica Bea, scopro non sono la sola.
Penso che succeda un pò a tutti di avere dei periodi stressanti. Così decido di raccogliere una sorta di vademecum personale per i giorni un pò caccosi o estremamente snervanti. Se pensate possa esservi utile, prendete nota!
Prima di tutto esordisco dicendo che una cosa che mi consola molto è..... indovinate un pò? Il CIBO!
Ho trovato una ricettina un pò strana ma che ti tira immediatamente su il morale e ti rimette in forze:

LATTE ENERGETICO
- 40 gr. di semi di sesamo
- 30-40 gr. (a seconda del palato) di radice di zenzero
- un cucchiaio di melata di bosco (o miele di eucalipto se volete un gusto più dolce)
- 250 ml. di latte intero (o se siete proprio dei salutisti convinti provate anche quello di soia)
Tagliate in piccolissimi pezzetti lo zenzero e insieme al sesamo frullatelo per bene fino ad ottenere una cremina omogenea. Ora aggiungete il cucchiaione di miele ed il latte. Continuate a frullare fino a che non compare una schiumetta golosa.
Ecco! Pronto per servirlo! Vi darà una mano nelle pesanti giornate lavorative o nei grigi pomeriggi di studio!

Dopo questa dritta rinvigorente passiamo ad una consolante:

BISCOTTONI SPEZIATI
- 275 gr. di farina
- 75 gr. di burro
- 150 gr. di zucchero di canna
- un uovo
- un cucchiaino di lievito
- un cucchiaio di cannella in polvere
- un cucchiaio di zenzero in polvere
- un cucchiaio di yogurt bianco magro (da aggiugere solo se l'uovo non riesce a legare bene l'impasto)
Prima cosa da fare, che puntualmente dimentico, è accendere il forno. Impostatelo a 160 gradi.
Mi raccomando iniziate sempre amalgamando insieme gli ingredienti secchi e poi aggiungete quelli umidi, questo perchè i liquidi sono nemici del lievito. E togliete il burro dal frigo almeno un quarto d'ora prima dell'inizio della preparazione, cosi vi sarà più facile lavorarlo.
Io ho sempre il vizio di passare a setaccio la farina insieme al lievito, alla cannella ed allo zenzero. In un'altra ciotola amalgamate bene lo zucchero con il burro in modo da ottenere una massa omogenea. Aggiungetelo alle polveri e mescolate per bene. Aggiungete l'uovo e lavorate l'impasto fino ad ottenere una palla compatta. Se l'uovo come legante non vi basta, aggiustate il tutto con un cucchiaione di yogurt!
Ora mettete la palla di pasta in un sacchetto per alimenti e fatela riposare mezz'ora/tre quarti d'ora in frigorifero (si lascerà stendere più facilmente se è fredda).
Passato il riposino al fresco è ora di stendere la pasta. Infarinate sempre il mattarello ad ogni stesura. Poi ritagliate delle forme a piacere.
Si cuoceranno in 15 minuti. Ma girateli ogni 5 perchè sennò si bruciano. Oddio almeno a me succede, poi se avete un forno supertecnologicoultimomodello potete anche farne a meno.
Di solito li faccio per gli amici e moroso nel periodo di Natale, ma nessuno vi vieta di farveli ad agosto :D
Vi assicuro che mangiarli la mattina con il caffè sono la morte loro!

Il consiglio che seguirà invece è indirizzato alle donzelle. Siete a dieta ma se vi fosse permesso mangereste anche il braccio del vostro vicino?  Avete una terribile voglia di dolce ma appena addentate lo snack- ipersupergustotriplostratocioccolatoso vi sentite come se aveste ucciso il vostro pesce rosso?

DESSERT ANTIPANICO-ANTIACIDITà DA DIETA
- una vaschetta di ricotta morbida (io adoro la S.Lucia)
- un cucchiaio di cacao magro in polvere o scagliette di cioccolato fondente 70% (NON AL LATTE)
- un cucchiaio raso di dolcificante per dolci, o un cucchiaio di melata di bosco
Mescolate il tutto e servitelo sotto forma di quenelle con una spruzzata di cannella! O sennò ingurgitatevelo a cucchiaiate come i pellicani. Ed il mondo vi sorriderà improvvisamente!

Nella prossima puntata:
- Menù dell'ultimo minuto salva serata e consigli su tavolata e cerimoniali

By Moddy


domenica 15 gennaio 2012

Risveglio all'agro-piccante cinese e voglia di agrumi

Un buongiorno caldo e morbido quello di oggi...
In bocca (nonostante il massiccio dentifricio super sbiancante corrosivo) persiste tenace il gusto agrodolce del pollo con gamberi e funghi, delle alghe fritte, della zuppa pechinese agro-piccante di ieri, mi sveglio sentendo mio padre che come al solito prende bonariamente in giro mia madre.
A colazione, intorno al tavolo sembrando una cosca di mafiosi dei primi '900, con ancora il pungente odore di caffè nero senza zucchero di mio papà, mi parlano già di pietanze che vorrebbero preparare a pranzo. E mi illumino, perchè in testa mi appare l'immagine succulenta delle orate al forno che andrò ad aromatizzare per esaltare di più quel gusto di mare, impregnato nelle loro carni bianche.
Continuo a mangiucchiare dei biscotti al limone dell'Ikea, che ho trovato per caso nella madia in cucina e penso alle varie spezie che potrei abbinare.. si mi rendo conto che parlare di una bella orata fresca mentre mangio biscotti dell'Ikea è un pò un controsenso, però qualche volta mi concedo qualche delizioso e insano junkfood, dopotutto sono come le sigarette o i shottini di dubbia provenienza che ti offrono nei locali, fanno malissimo ma alla fine li mangi comunque... Piccola parentesi: li avete mai provati i Macarons?? Dio mio!
Cedo di nuovo al mio segreto (ora non più) vizio innocente di immedesimarmi in qualche strano soggetto. Oggi tocca a Julia Child.
Devo precisare, che oltre alle orate, oggi ho dei bellissimi filetti freschi di merluzzo (o nasello, dipende da come siete abituati a chiamarlo, e sinceramente non ho capito ancora la differenza).
Tocca alle orate:
comincio a tagliare il limone in fette spesse mezzo centimetro e le metto a caramellare in una padella bollente. Fino a che diventino leggermente scottate. Intanto sbuccio qualche spicchio d'aglio, diciamo un paio per ogni orata. Infergo alle innocenti orate dei tagli sui lati, così mi assicuro di non lasciarle crude; con un buon olio d'oliva sia fuori che dentro le massaggio e ci passo dello strano sale aromatizzato alla curcuma ed erbette fini che mio papà mi portò a casa prima di Natale. Ora imbottisco le orate con le fette di limone e gli spicchi d'aglio e mi accorgo che ci starebbe bene qualche spolverata di maggiorana secco...
Le metto in forno caldo, le lascio dormire per quasi un'oretta prima di essere divorate..
Tocca ai merluzzi:
oltre all'intero menù cinese che stamani mi ritrovai in bocca, mi accorgo di avere una terribile voglia di agrumi. Cosi decido saranno i merluzzi i candidati ideali per questo esperimento bislacco. Li infarino leggermente in modo tale da consentire loro, una volta in padella, di rilasciare un delicatissimo sughino. Ho delle arance, le lavo accuratamente e ci ricavo qualche strisciolina di zesta, così faccio anche con il limone. Ricavo il succo di mezza arancia (intera risulterebbe stucchevole) e la mescolo al succo dell'intero limone.
Le tuffo nell'olio bollente (sempre ed esclusivamente extravergine di oliva) e le scotto un pò. Quando vedo cominciano a soffrire un pò il caldo le rinfresco con il succo e le zeste dei gustosissimi agrumi.
Oh acciderbolina (mi sforzo di essere fine oggi vah) dimentico di pulire il radicchio rosso!
Davanti ho uno splendente sole d'inverno!

By  Moddy