- Devo guardarmi, senza discutere, tutta la saga de "Il Padrino" di Francis Ford Coppola; è oltremodo vergognoso che io, alla veneranda età di 26 anni, non abbia ancora visto questo capolavoro.
"Grazie" ad un riposo forzato di 20 giorni, dovuto alla mia povera schiena che comincia a far le bizze, ho potuto tramutare in realtà questo mio proposito.
In tre caldissime sere d'estate mi sono fatta una scorpacciata di "minchia", "baciamo le mani", "picciotti" e altri tipici clichè caratterizzanti la visuale che gli yankee hanno di noi italian boys.
Fa paura il preziosissimo cast: Marlon Brando, Al Pacino, Diane Keaton, Talia Shire, Robert De Niro, Robert Duvall, Andy Garcia e James Caan.
Questa saga familiare racconta il passaggio del testimone tra tre gangster: Vito, Michael e Vincent, tutti appartenenti alla famiglia Corleone.
Il primo film fa conoscere al pubblico i personaggi della famiglia, Little Italy a New York e in generale il mondo della mafia importata negli States.
Forse non è bello da dire ma a me Al Pacino in questo film fa impazzire!
Soprattutto nel dialogo finale tra Michael Corleone e suo cognato Carlo: "Non mi dire che sei innocente perchè è un insulto alla mia intelligenza e la cosa mi disturba molto"...
Fa strizza pure a me!
Il secondo film invece illustra più approfonditamente la storia della famiglia Corleone, dall'arrivo del piccolo orfano Vito nella Grande Mela all'incremento della violenza e della crudeltà di Michael per difendere l'onore della famiglia dalle cosche rivali.
Il terzo ed ultimo film racconta il passaggio del potere da Michael a Vincent; quest'ultimo è un'eccezione nella storia della famiglia perchè rompe quella continuità tra padre e figlio, essendo Vincent nipote di Michael, e pure figlio illegittimo di Sonny, primogenito di Vito e fratello di Michael. Descrive anche il tramonto della potente famiglia dei Corleone, dovuto al ribellarsi dell'anziana coscienza di Michael ad una vita di omicidi e di delinquenza, che lo porta all'esigenza di redimersi dai suoi gravissimi peccati anche per riconquistare la fiducia ed il perdono dell'amata moglie Kay.
Saga intensa, che racconta perfettamente questo intricato e pericoloso mondo della mafia, rende questo annoso argomento più leggero e capace di essere letto in una chiave più digeribile. Forse l'ultimo dei tre, che risale al 1990, denuncia il cambiamento nel modo di concepire i film, tipico degli ultimi anni; infatti a parer mio è molto più incentrato sulla psicologia dei singoli personaggi che sulla teatralità delle scene di crimine.
L'unica piccola critica che posso fare su questa trilogia è l'anacronismo dei costumi e delle ambientazioni. I primi due film sono ambientati in un lasso di tempo che va dal 1946 fino ai primi anni '60, ma i costumi e le ambientazioni non rispecchiano molto il periodo in questione ma piuttosto gli anni '70, nei quali sono stati girati. La stessa critica posso apporla all'ultimo dei tre che denuncia molto gli anni '90 anzichè la fine degli anni '70. Insomma non propriamente fedeli ai decenni presi in considerazione.
Ovviamente la saga fa ora parte della mia lista "Film preferiti".
By Moddy
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