Il canadese studente d’arte John Hardy si trasferì a Bali in
Indonesia nel 1975, dove, affascinato dall’abilità degli artigiani locali, avviò
un laboratorio di produzione di gioielli. Ebbe successo e sposò l’americana Cinthya,
sua partner nel lavoro.
Dopo essersi ritirati dagli affari, consapevoli della
fortuna che li ha accompagnati nella vita, i coniugi Hardy hanno cercato un
modo per restituire alla comunità un po’ del loro benessere, e, ispirati dal
desiderio di indurre nuove generazioni di giovani alla salvaguardia
dell’ambiente, hanno deciso di fondare l’istituto scolastico “Green school”,
aperto nel 2008, che comprende sezioni di scuola materna, elementare, media e
superiore.
L’organizzazione si basa sui principi descritti nel
documento “Three Springs” di Alan Wagstaff, insegnante e dirigente scolastico
da 40 anni in vari paesi (Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Australia), nel quale
teorizza un sistema scolastico incentrato sui bisogni dello studente, rispettoso
della natura e immerso in una comunità-villaggio che ha tre diverse funzioni:
educativa, sociale e commerciale.
Il metodo d’insegnamento integrativo applicato alle varie
materie, stimola simultaneamente quattro settori della capacità di
apprendimento dello studente: l’ispirazione, la razionalità, l’emotività e l’estetica,
intendendo così partecipare alla
formazione di un essere umano completo ma anche desideroso di continuare ad
apprendere e di condividere in futuro le proprie conoscenze con entusiasmo e
zelo.
L’edificio scolastico è costruito in bambù, ha un sistema di
compostaggio per il materiale organico e produce energia per 8000 watt grazie
all’ingegnoso sfruttamento delle acque del fiume adiacente, è il primo modello
di scuola ecocompatibile al mondo.
E’ un bell’esempio di concretezza, può contribuire a creare
un mondo migliore e potrebbe essere replicato in altri luoghi; sarebbe
auspicabile che le nuove generazioni di adulti consapevoli formati nella “Green
school” sappiano mettere a frutto le conoscenze acquisite e siano i promotori
di una società meno consumista e più rispettosa dei ritmi della natura; speriamo
che i potenti della terra si sentano ispirati e promuovano azioni efficaci per
salvare il pianeta dall’inquinamento e dallo spreco, in fondo basta davvero
solo un po’ di buona volontà.
Di seguito il video di una bambina della “Green school” che
canta una filastrocca dedicata all’orso polare che rischia l’estinzione, da lei
composta in occasione della Giornata della Terra, tenerissima!
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