mercoledì 1 agosto 2012

La scuola ecologica di John Hardy a Bali


Il canadese studente d’arte John Hardy si trasferì a Bali in Indonesia nel 1975, dove, affascinato dall’abilità degli artigiani locali, avviò un laboratorio di produzione di gioielli. Ebbe successo e sposò l’americana Cinthya, sua partner nel lavoro.
Dopo essersi ritirati dagli affari, consapevoli della fortuna che li ha accompagnati nella vita, i coniugi Hardy hanno cercato un modo per restituire alla comunità un po’ del loro benessere, e, ispirati dal desiderio di indurre nuove generazioni di giovani alla salvaguardia dell’ambiente, hanno deciso di fondare l’istituto scolastico “Green school”, aperto nel 2008, che comprende sezioni di scuola materna, elementare, media e superiore.
L’organizzazione si basa sui principi descritti nel documento “Three Springs” di Alan Wagstaff, insegnante e dirigente scolastico da 40 anni in vari paesi (Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Australia), nel quale teorizza un sistema scolastico incentrato sui bisogni dello studente, rispettoso della natura e immerso in una comunità-villaggio che ha tre diverse funzioni: educativa, sociale e commerciale.
Il metodo d’insegnamento integrativo applicato alle varie materie, stimola simultaneamente quattro settori della capacità di apprendimento dello studente: l’ispirazione, la razionalità, l’emotività e l’estetica, intendendo così  partecipare alla formazione di un essere umano completo ma anche desideroso di continuare ad apprendere e di condividere in futuro le proprie conoscenze con entusiasmo e zelo.
L’edificio scolastico è costruito in bambù, ha un sistema di compostaggio per il materiale organico e produce energia per 8000 watt grazie all’ingegnoso sfruttamento delle acque del fiume adiacente, è il primo modello di scuola ecocompatibile al mondo.
E’ un bell’esempio di concretezza, può contribuire a creare un mondo migliore e potrebbe essere replicato in altri luoghi; sarebbe auspicabile che le nuove generazioni di adulti consapevoli formati nella “Green school” sappiano mettere a frutto le conoscenze acquisite e siano i promotori di una società meno consumista e più rispettosa dei ritmi della natura; speriamo che i potenti della terra si sentano ispirati e promuovano azioni efficaci per salvare il pianeta dall’inquinamento e dallo spreco, in fondo basta davvero solo un po’ di buona volontà.
Di seguito il video di una bambina della “Green school” che canta una filastrocca dedicata all’orso polare che rischia l’estinzione, da lei composta in occasione della Giornata della Terra, tenerissima!




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