martedì 28 febbraio 2012

Genova, pesto, focaccia e "Iolanda".

Prendo la  moleskine in mano e comincio a sfogliare e leggere gli appunti sul mio soggiorno a Genova... Ero in visita dalla nonna.
Ho vissuto in quella città, per qualche anno, quando ero molto piccola. Ricordo veramente poco di quel periodo, e nel tempo ci sono ritornata solo un paio di volte.

Ma questo weekend la mia impressione di quella città è cambiata. Si è trasformata, la gente si è trasformata. O forse è sempre stata così, ma io non me ne sono mai accorta, perchè la vedevo con gli occhi di una bambina. Una moltitudine di stanieri di ogni tipo di nazionalità, e nel mezzo si intravede l'italiano medio, ricoperto di marche, perchè ormai tutto si basa sull'apparenza e su di una rigida e ridicola etichetta comportamentale immaginaria, che i cittadini osservano automaticamente; non vedo persone spontanee. Facce tristi, sofferenti, più del solito. Una città trascurata, caotica, su ogni cosa si posa lentamente un velo grigio di smog. Hai come l'impressione sia appena scoppiata una bomba... ed il contenuto della città si sia posato ovunque, disordinatamente. Non è una città che ti accoglie. Si fa attraversare, percorrere per un po', visitare, per poi salutarti silenziosamente.

Una sensazione però mi è rimasta ben presente di quella città, che ogni volta si ripresenta puntale nel mio naso. Il profumo che fuoriesce dai panifici. Hanno un profumo particolare, di olio forte, lievito madre.
Il profumo della tipica focaccia. La patria della focaccia; è incredibile e curioso come cambino le cose a qualche chilometro da Genova... la focaccia non è più la stessa, non c'entra niente, sembra un'altra cosa, forse non bisognerebbe neanche più chiamarla focaccia.

Un altro splendido prodotto che risulta buono solo a Genova è il pesto. A questo proposito a mio padre viene in mente "Da Iolanda", un ristorante situato ad Isoverde. Il più buon pesto di Genova!
Come antipasto abbiamo ordinato dei taglieri di affettati misti: salamino, salame al pepe, pancetta casereccia (un po' allappante, l'unica nota stonata), porchetta, n'duia e bresaola con un po' di limone ed olio.
I primi sono stati illuminanti! Pansotti al sugo di noci e trofie alla farina di castagne con il pesto. Una meraviglia!
Per secondo ho avuto finalmente l'occasione di provare la trippa! Preparata in un modo diverso dal solito. Con patate e fagioli bianchi spagnoli. Ottima.
Punti in più per il barbera della casa. Va giù come l'olio!
Un altro punto in più è il paniere sempre pieno di pane fresco e fragrante, tocchetti di focaccia semplice e alle cipolle e grissini. Come accompagnamento una ciotolina di favolose olive nere sott'olio. Gustosissime!
E cosa più importante il prezzo medio a persona, per tutta sta roba, è 25 euro, più o meno! Wow!
Dunque se vi capita di passare per Genova vi consiglio caldamente questa tipicissima trattoria dalle tovaglie a quadretti:
Isoverde (Ge - Campomorone)
P.zza Nicolò Bruno 6-7/R

Se invece vi trovate proprio in centro a Genova, non avete più voglia di focaccia, ma neanche di grotteschi fast food, e avete voglia di qualcosa di sfizioso senza pagare un capitale, allora recatevi al Ristorante Yuan.
Il menù prevede sushi, thai e cucina cinese. Gli spaghetti piccanti di soia con carne sono terribilmente buoni! Il personale è gentile e velocissimo! Situato in via E. Vernazza 8.

Hasta luego! (si ho ancora la fissa per il Messico)

By Moddy

sabato 25 febbraio 2012

Playlist "Canzone dell'Italia che fu"

Cari lettori,
oggi condividerò con voi una scelta di canzoni che hanno caratterizzato la musica italiana leggera del passato,pezzi di storia che il nostro bel paese ha sfornato contribuendo così a come è oggi :

- RENATO CAROSONE - Tu vuò fà l'americano
- ACHILLE TOGLIANI - Parlami d'amore Mariù
- BENIAMINO GIGLI - Mamma
- FERNANDO CRIVEL - L'ora del campari
- GIGLIOLA CINQUETTI - Non ho l'età
- MARCELLA BELLA - Montagne Verdi
- NILLA PIZZI - Grazie dei fiori
- NILLA PIZZI - Ancora
- TRIO LESCANO & MARIA JOTTINI - Maramao perchè sei morto
- TRIO LESCANO & SILVANO FIORESI - Pippo non lo sa
- TRIO LESCANO & ENZO AITA - Ma le gambe
- ALBERTO RABAGLIATI - Ba ba bacimi piccina
- FERRUCCIO TAGLIAVINI - Voglio vivere così
- NATALINO OTTO - Mamma mi ci vuol la fidanzata
- GILBERTO MAZZI - Mille lire al mese
- QUARTETTO CETRA - Un bacio a mezzanotte
- ROBERTINO - Un bacio piccolissimo
- REMO GERMANI - Baci
- NINO FERRER - Donna rosa
- I POOH - Piccola Katy
- MARIO TESSUTO - Lisa dagli occhi blu
- MASSIMO RANIERI - Se Bruciasse la città
- NADA - Ma che freddo fa
- NADA - Amore disperato
- LITTLE TONY - La spada nel cuore
- LITTLE TONY - Riderà
- LITTLE TONY - Cuore matto
- LITTLE TONY - 24 mila baci
- LUCIO BATTISTI - 10 ragazze per me
- LUCIO BATTISTI - Fiori di rosa , fiori di pesco
- LUCIO BATTISTI - Acqua azzurra , acqua chiara
- LUCIO BATTISTI - I giardini di marzo
- LUCIO BATTISTI - Il mio canto libero
- CATERINA CASELLI - Perdono
- CATERINA CASELLI - Nessuno mi può giudicare
- GIANNI MORANDI - Andavo a cento all'ora
- GIANNI MORANDI - In ginocchio da te
- GIANNI MORANDI - Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte
- GIANNI MORANDI - C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling stones
- JOHNNY DORELLI - E penso a te
- DOMENICO MODUGNO - Piange al telefono
- DOMENICO MODUGNO - Nel blu dipinto di blu
- ADRIANO CELENTANO - Azzurro
- ADRIANO CELENTANO - Il ragazzo della via Gluck
- PUPO - Su di noi
- CLAUDIO BAGLIONI - Questo piccolo grande amore
- CLAUDIO BAGLIONI - E tu
- MINA - Se telefonando
- MINA - Parole parole
- MINA - Volami nel cuore
- MINA - Sono come tu mi vuoi
- MINA - Le mille bolle blu
- MIA MARTINI - Minuetto
- MIA MARTINI - Piccolo uomo
- PATTY PRAVO - Pensiero stupendo
- PATTY PRAVO - La Bambola
- DALIDA - Ciao amore ciao
- RICCARDO COCCIANTE - Margherita

..sono tutte tracce che almeno una volta abbiamo cantato,intonato con gli amici che fossimo gia' grandi oppure da piccini.

By Tuki



Recensione di un'amica

LIBRI
“I segreti del Vaticano” di Corrado Augias
Ed. Mondadori

La narrazione di fatti che hanno portato alla condizione odierna della Santa Sede sono affascinanti, le storie significative di personaggi ed eventi che hanno contribuito a creare l’istituzione dello Stato della Città del Vaticano come lo conosciamo oggi, sono straordinarie.
 Questo libro è quasi un romanzo che coinvolge e appassiona, non si occupa di fede, ma solo di avvenimenti storici spesso poco noti.
 All’interno sono contenute molte immagini fotografiche di luoghi, opere d’arte, persone, legate ai racconti narrati.
 Mi hanno incuriosito in particolar modo casi della storia recente: lo scandalo degli anni 70/80 che ha coinvolto la banca vaticana; il rapimento di  Emanuela Orlandi; l’organizzazione dell’Opus Dei.
Interessanti anche episodi della storia antica: le vicende dei templari; la vita della regina Cristina di Svezia, dichiarata omosessuale, che abdicò, e alla sua morte nel 1689, venne sepolta in San Pietro.
Nell’esergo del volume sono riportate alcune frasi del libro “Conversazioni notturne a Gerusalemme” (2008) del Cardinale Carlo Maria Martini : “Un tempo avevo sogni sulla Chiesa. Una Chiesa che procede per la sua strada in povertà e umiltà, una Chiesa che dà spazio alle persone capaci di pensare in modo più aperto. Una Chiesa che infonde coraggio, soprattutto a coloro che si sentono piccoli o peccatori. Sognavo una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa.”

giovedì 23 febbraio 2012

Bohemiens en Voyage - Zingari in viaggio

La tribu prophétique aux prunelles ardentes
Hier s’est mise en route, emportant ses petits
Sur son dos, ou livrant à leurs fiers appétits
Le trésor toujours prêt des mamelles pendantes.

Les hommes vont à pied sous leurs armes luisantes
Le long des chariots où les leurs sont blottis,
Promenant sur le ciel des yeux appesantis
Par le morne regret des chimères absentes.

Du fond de son réduit sablonneux, le grillon,
Les regardant passer, redouble sa chanson ;
Cybèle, qui les aime, augmente ses verdures,

Fait couler le rocher et fleurir le désert
Devant ces voyageurs, pour lesquels est ouvert
L’empire familier des ténèbres futures.



La tribù profetica dalle pupille ardenti,
ieri s'è messa in cammino caricandosi i piccoli
sulle spalle e offrendo ai loro fieri appetiti
il tesoro sempre pronto delle mammelle pendenti.
Gli uomini vanno a piedi sotto armi lucenti
di fianco ai carrozzoni in cui i loro cari si rannicchiano,
girano al cielo gli occhi intorpiditi
dal triste rimpianto di assenti chimere.
Dal fondo della sua buca sabbiosa il grillo,
vedendoli passare, rinforza il suo canto:
Cibele, che li ama, arricchisce le sue verzure,
fa sgorgare acqua dalla roccia e fiorire il deserto
al passaggio di questi viaggiatori per i quali s'apre
l'impero familiare delle tenebre future.

Charles Baudelaire

mercoledì 22 febbraio 2012

Mexico Mexico!

Che giornata frenetica!
Mille cose da fare, preparare ed impostare. Tra le quali anche i preparativi della festa di compleanno di Tuki, per domenica. Mentre stavo cercando ricette di torte da prepare alla mia metà, ho trovato una vecchissima agenda degli anni '80, di una compagnia assicurativa croata. Nera, con la copertina in pelle, con un fortissimo odore di anni passati, di carta vissuta. La usava mia madre per appuntarci le ricette che, negli anni, trovò in giro per il mondo.
Sfogliando questa utilissima ed antica risorsa, la mia curiosità venne colpita da "Ricetta per riso e fagioli alla messicana".
Piccola parentesi: a carnevale mi sono vestita da Frida Kahlo e, momentanamente, ho la fissa per il Messico. Chiusa parentesi.
In uno dei flash-back che ogni tanto colpisce la mia povera mente contorta, mi ricordo anche di averla assaggiata anni fa, e mi piacque alquanto.
Or ora vi delizio con questa esotica ricetta, Olè.

Dunque, dunque, dunque, di cosa avete bisogno:

- 200 gr. di fagioli neri messicani lessati
- 300 gr. di riso parboiled
- 100 gr. di pancetta
- 1 cipolla
- 3 spicchi d'aglio
- 1 peperone rosso
- 1 cucchiaino di origano
- 1 pizzico di cumino
- olio evo
- sale
- 1/5 litro d'acqua bollente

Nel momento in cui abbiate deciso sia arrivata l'ora di accingervi a tribolare tra i fornelli, iniziate con la parte più goduriosa, a mio avviso, di molte preparazioni salate. Il soffritto. Cipolla ed aglio, tritati e lasciati imbiondire nell'olio extra vergine d'oliva. Quell'odore mi piace tantissimo, semplice, forte, e casereccio. Forse mi ricorda le mie prime comparsate in cucina... Filippo La Mantia dissentirebbe con quanto espresso pocanzi, ma francamente me ne infischio.
Quando la cipolla e l'aglio sono diventati morbidi, ma non bruciati, aggiungete la pancetta. Il grasso si scioglierà e libererà tutto il gusto che serve a questo piatto. In questo tripudio di odori tuffateci i peperoni tagliati a dadini. Quando i peperoni avranno acquisito una consistenza morbida, aggiungete i fagioli, il riso, le spezie e l'acqua.
Il tutto va mescolato, di tanto in tanto, per 20 minuti, più o meno. E voilà, il Mexico in casa, sempre più o meno.

E se cucinerete con questo sottofondo...


.... allora si che tutto avrà un senso nella vostra vita!

Hasta luego!

By Moddy

martedì 21 febbraio 2012

Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
"Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!".

di Gianni Rodari

lunedì 20 febbraio 2012

Venezia.. Venice.. Venise.. Venidig.. Venecia.. Venecija

In pigiama, quello con le teiere verdi per la precisazione, con i piedi gonfi, l'alito che sa di agnello korma e naan all'aglio presi in un take away indiano a Mestre. Tornando a casa, nonostante il treno fosse pieno, mi sono addormentata... ed ecco comparire nel sonno qualche flash-back del weekend.
Sono arrivata a Mestre sabato, in visita ad una cara amica. Appoggiamo i miei bagagli e ci travestiamo: lei diavolessa, io Frida Kahlo.
Inizia la nostra avventura nei bus mestrini, Dio mio quanto guidano male! Ma dopotutto chiunque guiderebbe male se dovesse attraversare quel maledetto Ponte della Libertà che collega Venezia a Mestre, tutto il giorno, su e giù, con migliaia di passeggeri turisti misto autoctoni sul mezzo.
Senza pensarci su due volte, attraverso stradine nascoste ed antiturista, ci dirigiamo verso i campi studenteschi. San Polo e Campo Santa Margherita. Spinte dal perenne umido veneziano, ma anche dall'invitante odore, ci abbandoniamo al Vin Brulè. Il primo lo abbiamo preso in una bancarella di prodotti toscani dotata anche di strillone, una signora sulla sessantina, che urlava energicamente ai passanti, con il tipico accento caratterizzato dall'h aspirata. Poi fermandomi un secondo mi sono chiesta: "Vin Brulè venduto in una bancarella di prodotti toscani a Venezia... ma non era di origini alpine? Mah. Ormai tutto il mondo è paese".
Essendo io a stomaco vuoto, quel poco di alcool rimasto nel Brulè mi va subito alla testa. Così, in un lampo di genio, la mia compagna di bagordi si ricorda de "I Rusteghi". Enoteca situata a due passi dal Rialto in un piccolo campiello chiuso, oltre un portego. Panino con la soppressa veneta e Chianti. Si di nuovo vino, ma non ho potuto resistere!

Rusticità ruspante

Le facce ebbre del benessere, dopo un Chianti.

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn

Questa osteria dovrebbe essere una tappa obbligata per il turista molesto di questa meravigliosa città. Prosciutti e salami appesi al soffitto, tutto rigorosamente di legno, piccolissimo ma caloroso; l'oste ha il raro dono dell'accoglienza, con la sua fortissima erre arrotolata. Solo vini di qualità e non robaccia qualunque.
Riscaldate dal buonissimo calice, ci dirigiamo verso Rialto, io intanto mi gusto un pezzetto di cioccolato fondente al sale e caramello per attenuare il capogiro. Ormai è già buio e lo spettacolo che ci si presenta davanti è impareggiabile. Il Canal Grande illuminato, romantico, commovente.
Torniamo verso Piazzale Roma per raggiugere altri amici, e siccome siamo in anticipo ci fermiamo in un piccolo bar all'angolo dopo la casa dello studente. Gestito presumibilmente da due nordafricani, prendiamo altri Brulè. E qui avviene l'illuminazione. Il più buon Brulè che io abbia mai bevuto; neanche in baita a duemila metri non ho potuto gioire di cotanto gusto. Alla fine ci viene svelato l'ingrediente segreto: il cardamomo! What a feeling!
Ieri invece la giornata è stata dedicata alla cultura, mica si può sempre e solo bere e far festa. Dopo un'estenuante "passeggiata" a passo di bradipo, immerse nella folla, arriviamo in San Marco. Passerella di maschere alquanto originali

La stupenda, meravigliosa, coraggiosa (senza maniche con quell'umidità), bellissima, vezzosa damina trans.

Via con il vento, intanto mi piego la stuola.

Carnevale e tecnologia. Mica puoi farti un vestito super elaborato, andare in giro per Venezia e poi non aggiornare facebook in tempo reale eh! Si salvi chi può! 

A mio avviso, i superfighi della situazione

Fontana marmorea con vino al posto dell'acqua, San Teodoro ed il drago sullo sfondo e MEGACARTELLONEPUBBLICITARIO DI VERSACE. Continuiamo così.

Arriviamo poi a Palazzo Ducale. E qui non occorrono parole ma una visita obbligata, gustatevelo con i vostri occhi. Era come me lo ricordavo, misterioso, suggestivo, incantevole.



Rivelazione sensoriale della domenica sono stati sicuramente i tipici bigoli in salsa veneziana, con cipolle ed acciughe. Per palati forti, ma dopo tutto la fissa dei veneziani per la cipolla, in tutti i modi ed i tutti i luoghi, è nota.

Goodnight People

By Moddy