Venerdi 1° marzo 2013
è accaduto un tragico fatto di cronaca a Tampa, in Florida (USA), con un forte
fragore improvvisamente si è aperta una voragine di circa 6 m. di diametro in
una delle stanze da letto dell’abitazione di una famiglia di cinque persone, inghiottendo
il malcapitato che dormiva nel suo letto, il fratello ha tentato invano di
salvarlo, rischiando di precipitare anche lui, gli altri familiari sono corsi all’esterno. La casa è poi stata demolita per
verificare tutto il terreno circostante.
Il corpo della vittima non è stato ancora
ritrovato.
Il sinkhole (buco lavandino) si forma in genere nelle rocce carbonatiche,
di tipo sedimentario. Nel tempo l’acqua piovana penetra nel terreno
carsico erodendolo e formando una
profonda grotta sotterranea; in seguito ad un evento casuale, un terremoto o
anche leggere vibrazioni di altra natura, può accadere che la crosta
superficiale crolli senza alcuna avvisaglia.
Nel 2010 a Guatemala City, in America Centrale, nel bel
mezzo di un centro abitato hanno franato invece rocce di natura vulcanica, quindi
non si è trattato propriamente di un “sinkhole”, ma è accaduto probabilmente a
causa dell’accumulo di acqua drenata dalla superficie dovuto alla tempesta
tropicale Agatha, provocando un buco del diametro di circa 18 m. e profondo circa 100 m.
In tutta Italia ce ne sono circa 800, perlopiù lungo
l’Appennino nell’Italia centrale. Un fenomeno simile si verifica anche nelle
zone carsiche del Friuli Venezia Giulia, con le doline, termine di origine
slovena che significa valli. Molti siti però si trovano in terreni incolti ed è perciò difficile localizzarli,
anche perché la natura se ne riappropria ben presto con la crescita della
vegetazione.
Sebbene siano fenomeni che si sono sempre verificati, e per ora
non ci sono sufficienti dati geologici per ipotizzarne un aumento, è legittimo
porsi delle domande, per esempio può essere una delle cause il dissesto
idrogeologico a cui stiamo assistendo ormai da molti decenni in favore della
speculazione edilizia? Oppure il sempre più frequente soffocamento dei corsi d’acqua
per fare spazio a zone d’interesse urbano? O ancora l’innalzamento del livello
del mare causato dallo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento
globale?
Alluvioni sempre più frequenti e in zone che fino ad ora
erano sempre state risparmiate, tsunami, trombe d’aria e uragani anche in
località atipiche lontane dalle zone più usuali dei Tropici, ci dimostrano che gli
eventi naturali non si possono
controllare e prevedere ma proprio per questo si deve prestare attenzione ai segnali
di pericolo che sembra si stiano manifestando nel mondo. E i Maya stavolta non
c’entrano!

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