martedì 5 marzo 2013

Sinkholes



Venerdi  1° marzo 2013 è accaduto un tragico fatto di cronaca a Tampa, in Florida (USA), con un forte fragore improvvisamente si è aperta una voragine di circa 6 m. di diametro in una delle stanze da letto dell’abitazione di una famiglia di cinque persone, inghiottendo il malcapitato che dormiva nel suo letto, il fratello ha tentato invano di salvarlo, rischiando di precipitare anche lui, gli altri familiari sono corsi all’esterno. La casa è poi stata demolita per verificare tutto il terreno  circostante. Il corpo della  vittima non è stato ancora ritrovato.
Il sinkhole (buco lavandino) si forma in genere nelle rocce carbonatiche, di tipo sedimentario. Nel tempo l’acqua piovana penetra nel terreno carsico  erodendolo e formando una profonda grotta sotterranea; in seguito ad un evento casuale, un terremoto o anche leggere vibrazioni di altra natura, può accadere che la crosta superficiale crolli senza alcuna avvisaglia.
Nel 2010 a Guatemala City, in America Centrale, nel bel mezzo di un centro abitato hanno franato invece rocce di natura vulcanica, quindi non si è trattato propriamente di un “sinkhole”, ma è accaduto probabilmente a causa dell’accumulo di acqua drenata dalla superficie dovuto alla tempesta tropicale Agatha, provocando un buco del diametro di circa 18 m. e  profondo circa 100 m. 




In tutta Italia ce ne sono circa 800, perlopiù lungo l’Appennino nell’Italia centrale. Un fenomeno simile si verifica anche nelle zone carsiche del Friuli Venezia Giulia, con le doline, termine di origine slovena che significa valli. Molti siti però si trovano  in terreni incolti ed è perciò difficile localizzarli, anche perché la natura se ne riappropria ben presto con la crescita della vegetazione.
Sebbene siano fenomeni che si sono sempre verificati, e per ora non ci sono sufficienti dati geologici per ipotizzarne un aumento, è legittimo porsi delle domande, per esempio può essere una delle cause il dissesto idrogeologico a cui stiamo assistendo ormai da molti decenni in favore della speculazione edilizia? Oppure il sempre più frequente soffocamento dei corsi d’acqua per fare spazio a zone d’interesse urbano? O ancora l’innalzamento del livello del mare causato dallo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale? 

Alluvioni sempre più frequenti e in zone che fino ad ora erano sempre state risparmiate, tsunami, trombe d’aria e uragani anche in località atipiche lontane dalle zone più usuali dei Tropici, ci dimostrano che gli eventi naturali non si possono controllare e prevedere ma proprio per questo si deve prestare attenzione ai segnali di pericolo che sembra si stiano manifestando nel mondo. E i Maya stavolta non c’entrano!


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