Definizione del dizionario Devoto-Oli: “Radicata convinzione
della propria superiorità (reale o presunta)”
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| Interpretazione visiva della superbia |
E’ molto frequente vedere comportamenti che possono far
pensare ad un modello di vita che non corrisponde alla realtà, ma il voler far
credere ciò che non esiste e vantarsene è un atteggiamento tipico che porta
sicuramente alla superbia.
Chiunque si può sentire speciale in alcuni momenti, ma colui
che si sente migliore degli altri solo per il fatto di esistere, è destinato ad
avere una cocente delusione, prima o poi.
Comunque è molto facile che, in caso di bisogno, la superbia
si tramuti in servilismo, proprio perché non si basa sulla consapevolezza delle
proprie reali capacità, bensì sul desiderio cieco di raggiungere a qualsiasi
costo una posizione privilegiata a cui si ritiene aver diritto.
Maggiore è l’arroganza di chi si auto esalta, minore è l’obiettività,
cosicché si possono commettere errori fatali e precipitare nell’oblio.
L’indifferenza altrui è il peggior castigo dei superbi, che
hanno bisogno di farsi adulare per trovare la realizzazione di sé.
Ma quando il legittimo impulso umano a primeggiare diventa
superbia? Forse quando si ha timore che gli altri siano veramente migliori,
nonostante qualsiasi sforzo non si riesce a raggiungere l’eccellenza, così si
negano vigliaccamente le doti altrui allo scopo di attirare l’attenzione su di
sé, svilendo i grandi traguardi ottenuti dagli altri si enfatizzano le proprie piccole
conquiste.
Superbi si nasce o si diventa? Secondo me un po' l'uno e un po' l'altro, non necessariamente è un difetto permanente, credo si possa anche imparare ad esserlo per imitazione, in particolare indotti dai falsi miti della ricchezza e del consumismo, o disimparare, ma c'è sempre il rischio di una ricaduta!

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