domenica 13 gennaio 2013

Superbia: uno dei sette vizi capitali



Definizione del dizionario Devoto-Oli: “Radicata convinzione della propria superiorità (reale o presunta)”


Interpretazione visiva della superbia

 E’ molto frequente vedere comportamenti che possono far pensare ad un modello di vita che non corrisponde alla realtà, ma il voler far credere ciò che non esiste e vantarsene è un atteggiamento tipico che porta sicuramente alla superbia.
Chiunque si può sentire speciale in alcuni momenti, ma colui che si sente migliore degli altri solo per il fatto di esistere, è destinato ad avere una cocente delusione, prima o poi.
Comunque è molto facile che, in caso di bisogno, la superbia si tramuti in servilismo, proprio perché non si basa sulla consapevolezza delle proprie reali capacità, bensì sul desiderio cieco di raggiungere a qualsiasi costo una posizione privilegiata a cui si ritiene aver diritto.
Maggiore è l’arroganza di chi si auto esalta, minore è l’obiettività, cosicché si possono commettere errori fatali e precipitare nell’oblio.
L’indifferenza altrui è il peggior castigo dei superbi, che hanno bisogno di farsi adulare per trovare la realizzazione di sé.
Ma quando il legittimo impulso umano a primeggiare diventa superbia? Forse quando si ha timore che gli altri siano veramente migliori, nonostante qualsiasi sforzo non si riesce a raggiungere l’eccellenza, così si negano vigliaccamente le doti altrui allo scopo di attirare l’attenzione su di sé, svilendo i grandi traguardi ottenuti dagli altri si enfatizzano le proprie piccole conquiste.


Superbi si nasce o si diventa? Secondo me un po' l'uno e un po' l'altro, non necessariamente è un difetto permanente, credo si possa anche imparare ad esserlo per imitazione, in particolare indotti dai falsi miti della ricchezza e del consumismo, o disimparare, ma c'è sempre il rischio di una ricaduta!

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