Graziano: "Non hai un bell'aspetto, signor Antonio, ti preoccupi troppo del mondo: quelli che lo comprano con troppo affanno lo perdono. Credimi, sei straordinariamente cambiato.
Antonio: "Io tengo il mondo per quello che è, Graziano, un palcoscenico, dove ogni uomo deve recitare una parte, e la mia è triste.
Graziano: "Che la mia sia quella del buffone, con l'allegria e le risate vengano pure le vecchie rughe, e il mio fegato si riscaldi per il vino prima che il mio cuore si raffreddi per i lamenti della mortificazione.
Perchè dovrebbe un uomo, che ha dentro sangue caldo, starsene a sedere come il suo antenato scolpito in alabastro? E dormire quando c'è da far veglia? E farsi venire l'itterizia per la stizza? Ecco che cosa ti dico, Antonio: c'è una sorta d'uomini il cui volto schiuma e s'ammanta come un immobile stagno, e mantiene un ostinato fermo silenzio col proposito di ricevere una reputazione di saggezza, gravità, profondo intendimento, come a dire: "Io sono il signor Oracolo, e quando apro bocca, guai se abbaia un cane".
O mio Antonio, ne conosco di questi, che sono reputati saggi proprio perchè non dicono nulla, mentre sono certo che se parlassero, spingerebbero quasi a dannarsi chi, a udirli, dovrebbe chiamarli, questi fratelli, scemi.
Di questo ti racconterò di più un'altra volta. Ma tu non pescare con quest'esca di malinconia questo stupido ghiozzo, questa reputazione.
Tratto da "Il mercante di Venezia", atto primo, scena prima
www.shakespeareweb.it
"Il mercante di Venezia" si staglia al primo posto della mia personale classifica delle opere teatrali. E ho pensato di riportare qui un dialogo che ben si sposa con le mie ultime e quotidiane esperienze di vita.
By Moddy
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