mercoledì 19 dicembre 2012

Bricolage natalizio last minute

A volte capita di avere il desiderio di fare qualche piccolo lavoretto manuale poco impegnativo: ecco un'idea suggeritami da una mia amica che trovo ideale per trascorrere un pomeriggio domenicale noioso! Il risultato è un piccolo alberello di Natale stilizzato da appendere sull'albero già decorato, oppure da regalare come segnaposto a tavola. E' facile da realizzare ed a costo zero!

Materiale: carta colorata, bastoncino di legno da ghiacciolo (da colorare con un pennarello o uno smalto per unghie) oppure rametto secco, colla vinilica, colla glitterata (facoltativa), nastrino.

A) Ritagliare 6 quadrati di carta, due di 7,5cm, due di 6cm, due di 4cm di lato



B) Piegare ciascun quadrato di carta lungo le due diagonali
C) Piegare lungo le altezze di due dei quattro triangoli che rappresentano le  facce della "piramide" ottenuta




D) Ripiegare verso l'interno le estremità di uno dei  due triangoli isosceli, in coincidenza con la sua altezza
E) Inserire e incollare le tre figure diverse in ordine di grandezza, una dentro l'altra, per circa 1cm




F) Incollare sul retro il bastoncino che rappresenta il tronco, sulla punta un anellino di nastro e l'altra parte assemblata



G) Decorare con gocce di colla glitterata   


BUONE FESTE! 

lunedì 17 dicembre 2012

Sai che delusione se il mondo non finisce venerdì!



Eccoci pronti ad affrontare la catastrofe del 21 dicembre 2012, libri informativi, trasmissioni televisive, tutti concentrati a discutere sulla fine della nostra era, ma se non succede? Ritorniamo alla monotona vita di sempre, preoccupazioni, lavoro, famiglia, problemi! In fondo non sarebbe una brutta cosa poter condividere un momento così definitivo con tutti gli abitanti del pianeta, ci sentiremmo  più uniti che mai, solidali e coinvolti, neppure poi molto dispiaciuti, perché tanto non rimarrebbe nessuno  a godersi lo spettacolo, mal comune mezzo  gaudio! 

A parte gli scherzi, come mai succede ciclicamente che l’umanità si auto-convinca della sua estinzione? Potrebbe essere interessante capire quali siano le motivazioni psicologiche che spingono a formulare una simile teoria, anche in una società evoluta come la nostra. Che negli ultimi anni ci sia una maggiore consapevolezza del pericolo di autodistruzione a causa dell’inquinamento, è certo, ma credere a delle profezie assurde potrebbe anche essere un segnale di forte disagio, cioè meglio una fine a breve termine che una lunga esistenza di pesanti sacrifici. 

Ecco che il sentimento di condivisione renderebbe meno gravoso il peso di un crudele destino, considerando anche il fatto di essere tra coloro che possono avere l’unica opportunità di vivere un evento epocale, che renderebbe importante e straordinaria la vita di chiunque, anche di quelli che non contano nulla.
L’uomo è così fragile da avere bisogno di illudersi di fare parte di un disegno più grande, di avere un ruolo predefinito, di doversi sottomettere ad un potere imprescindibile, al cospetto del quale il libero arbitrio è inconcepibile. 

In riferimento  alla frase di Gesù riportata dai Vangeli apocrifi “mille e non più mille”, nell’anno 1000 si attendeva una fine del mondo che non è mai arrivata; nell’anno 2000 si paventava un altro tipo di problematica legata all’uso di internet, il “millenium bug”, tutto finito in una bolla di sapone; attualmente si discute sui contenuti di uno dei  calendari Maya, in realtà pare sia stato ritrovato recentemente un altro calendario nel quale i Maya avrebbero calcolato un ulteriore ciclo di storia dell’umanità, posteriore al  2012. 
 
Comunque si vocifera che il paesino di Bugarach in Francia, nella regione di Languedoc Roussillon, a ridosso dei Pirenei, vicino alla città di Carcassonne, si salverebbe dall'apocalisse, non si sa bene per quale motivo, forse grazie alla presenza di una montagna sacra, ma chi fosse interessato si sbrighi, il tempo sta per scadere!

sabato 17 novembre 2012

L'isola di Oak



Di fronte alle coste della Nuova Scozia in Canada, si trova una piccola isola che nasconde un segreto.
Nel lontano 1795 fu trovato un pozzo, denominato poi Money Pit (pozzo del denaro), straordinariamente profondo e singolare.
Nonostante numerosi tentativi non si è mai riusciti a scavare fino in fondo, in quanto il pozzo si allaga, rendendo impossibile proseguire anche con sistemi meccanici; si ipotizza che sia collegato con dei cunicoli che giungono all’oceano Atlantico oppure che ci siano naturali infiltrazioni d’acqua dovute alla conformazione dell’isola.
Durante gli scavi nel corso dei decenni, documentati per la prima volta solo nel 1860, sono stati trovati tronchi di legno marcio che delimitavano lo spazio ogni tre metri di profondità, facendo quindi supporre che si tratti di un manufatto dell’uomo; oltre a vari resti non ben identificati, è stata trovata una stuoia di fibre di cocco, necessariamente proveniente da altre parti perché la palma da cocco non cresce sull’isola.
Sono state formulate varie ipotesi, la più fantasiosa  è che si possa trattare del nascondiglio di un favoloso tesoro dei pirati: del Capitano Kidd o di Barbanera!
Naturalmente si tratta di leggende, ma è un luogo che suscita curiosità e interesse. Nel corso degli anni sono stati investiti molti soldi da varie compagnie di scavo per trovare ciò che forse non esiste, alcune persone hanno anche perso la vita. 
Fa riflettere il fatto straordinario di come possano esistere ancora tanti misteri su questa nostra Terra, che sembra così scontata, in particolare in questa era, così tecnologica e razionale! La nota positiva è che l'uomo sembra abbia ancora bisogno di sognare e fantasticare su avvenimenti che, tutto sommato sono banali e possono avere spiegazioni facilemente intuibili.

Dunque sempre all'occhio gente! 
Buon weekend a tutti! 

giovedì 1 novembre 2012

Il volo

Dopo tanto latitare eccomi di nuovo qua...
Sono stati mesi impegnativi e carichi di significato. Una tesi universitaria da scrivere, gli ultimi esami da fare, la salute che per un po' mi stava a guardare senza far niente, le notti insonni dovute allo stress delle scadenze incombenti..
Mi sono trovata davanti ad un bivio con molte strade, ma solo una il destino mi concedeva di percorrere. Le altre erano inizialmente molto più semplici ed allettanti, alla vista molto belle e piene di fiori, ma a guardar bene quei fiori erano avvelenati, mi avrebbero teso una trappola mortale negli anni a venire.
C'era una strada invece che conduceva ad una scogliera bellissima e vertiginosa, dall'alto si poteva scorgere una splendida laguna con acque verdi e cristalline abbracciate da bianche e fredde rocce.
Quella era l'unica strada che il destino mi permetteva di percorrere. Il problema si presentava sul bordo della scogliera. Vertigini spaventose mi percorrevano il corpo, la mia testa era ubriaca di altezza e paura. Che fare? Restare per sempre sul bordo e farsi prendere dalla paura e dall'inerzia o prendere la rincorsa e buttarsi?
La difficoltà restava sempre e solo nel momento del salto, ma il risultato era affascinante e limpidamente confortante.
Arrivata sul bordo mi sono ricordata le parole di un giovane uomo: "Quando sei nervosa o l'ansia ti assale, respira profondamente ed espelli l'aria usando la pancia".
Ho indietreggiato un po', ho respirato con la pancia un paio di volte e ho saltato.
Il volo mi ha donato una sensazione di calma assoluta e mi è parso di essermi liberata di un macigno che pesava sulla mia schiena.
Precipitando sono sprofondata nelle tiepide acque della laguna, sott'acqua tutto era nitido e colorato. Risalita in superficie mi sono rilassata un po' facendomi cullare dalle onde leggere e dal sole.

mercoledì 12 settembre 2012

La mia impronta sul pianeta Terra

"Ma che colore ha!... una giornata uggiosa..
ma che sapore ha!... una vita mal spesa.."
Oggi è arrivato l'autunno alla mia porta. Mi ha salutato con una malinconica ed intensa giornata di pioggia.  Sarà strano, ma quel tipico odore di foglie bagnate, di castagne e della natura che si accinge ad un lungo sonno, mi ravviva e mi ricarica.
Il mondo, visto in maniera così romantica, sembra in salute ed ancora florido, ti distoglie dalle reali problematiche odierne. Le ricerche e gli studi che sto effettuando in questi giorni, sulla sostenibilità e sulle condizioni della Terra hanno reso invece i miei pasti indigesti.
Il nostro povero pianeta sta soffrendo, sotto il peso di 7 miliardi di inconsapevoli persone. L'Onu stima che entro il 2040 la popolazione mondiale salirà a 9 miliardi. Ma il principale problema non è il numero di persone presenti su questo pianeta, ma quanto consumano!
Nel 2006 il WWF ha redatto il rapporto "Living Planet", nel quale sostiene che gli USA, per esempio, per sostenere il loro stile di vita necessiterebbero delle risorse di 5,3 pianeti. La Gran Bretagna invece di 3 pianeti.
Ci sono luoghi sulla terra dove si vive ai limiti della sopravvivenza, mentre in altri si diventi obesi e viziati da qualsiasi prodotto tecnologico o alimentare. Una notevole ed ingiusta discrepanza.
Ho scoperto un sito dove si può calcolare la propria "impronta" sul pianeta, ovvero quanti pianeti necessitiamo per vivere, secondo i nostri standard di vita quotidiana.
La mia condotta necessiterebbe di 1,28 pianeti. Mi sento in colpa.

Provate anche voi:

 www.myfootprint.org

E cerchiamo di migliorare, così da lasciare ai nostri figli un pianeta per lo meno vivibile.
Io mi metto già all'opera!

By Moddy



sabato 8 settembre 2012

Il pensatoio dopo le esperienze

"Di solito odiamo coloro che non possiamo disprezzare"
Madame d'Arconville

"L’invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato."
Carlos Ruiz Zafòn

"L'invidia deriva dal confronto irrazionale fra quanto hanno raggiunto altre persone e quanto avete raggiunto voi. Non è la mancanza delle qualità che possiedono gli altri a causare il vostro insuccesso, bensì l'incapacità di valorizzare a dovere le qualità che possedete."
Ari Kiev

"L'invidia soffre per la buona fortuna del prossimo, e non potendo godere, per insufficienza propria, dei propri successi, gode malignamente degli insuccessi altrui."
Cesare Marchi

"L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente."
Bertrand Russell

"L'invidioso mi loda senza saperlo"
Kahlil Gibran

"Non augurare ad un invidioso di avere dei figli: sarebbe geloso di loro perché non può più avere la loro età."
Friedrich Nietzche






giovedì 30 agosto 2012

JIT (just in time)


Traduzione letterale: “appena in tempo”, libera: “solo quando è necessario”.
E’ una strategia aziendale, messa in pratica negli anni ‘50 dall’azienda automobilistica giapponese Toyota, che acquistava i vari componenti solo all’occorrenza, quindi senza immagazzinare grandi quantitativi di materiale, cosa che invece fecero le aziende europee e statunitensi, secondo la logica JIC (just in case), tradotto liberamente “accumulo nel caso mi dovesse servire”! 

La differenza è che lo spreco del materiale è inevitabile avendone in abbondanza, mentre si è molto attenti a gestirlo con oculatezza nel caso se ne abbia poco a disposizione.
Sarebbe interessante applicare lo stesso principio anche nei rapporti umani; per esempio invece di cercare di mantenere rapporti superficiali e dispersivi con tante persone che non sono veramente interessate (vedi Facebook) non sarebbe più confortante approfondire poche amicizie sincere, magari facendo qualche sacrificio per potersi frequentare di persona almeno di tanto in tanto?
Si potrebbe anche tornare alla vecchia, saggia abitudine di acquistare un oggetto solo quando si è desiderato per tanto tempo, senza poterselo permettere, oppure quando se ne ha veramente bisogno, invece di comprare qualsiasi cosa, tanto per trascorrere un pomeriggio noioso, volendo trovare una gratificazione dopo una giornata negativa.
Quanto sarebbe realizzabile un ritorno ai modelli comportamentali di qualche decennio fa? Purtroppo la crisi economica mondiale ci sta dimostrando che sarebbe non solo auspicabile, ma proprio necessario fare un passo indietro, tornare alle regole di vita delle generazioni che ci hanno preceduto.
Dobbiamo conservare quel poco che ancora possediamo senza sprecare nulla, con la consapevolezza che non ci sarà un altro boom economico, la nostra generazione non vivrà l’euforia del guadagno facile e del lavoro sicuro, non potremo sperare ingenuamente in un futuro pieno di sorprendenti novità.
Invece potremmo augurarci di cambiare il mondo, di ribaltare le aspettative negative e di ritrovare la fiducia nelle nostre capacità, di contare qualcosa, di fare la differenza, di fare parte di un cambiamento epocale, di riuscire a tornare ai veri valori della vita. 

Troppo idealista? Forse si, ma bisogna pur credere in qualcosa! D'altronde, dice il saggio :“la speranza è l’ultima a morire”    


Il pensiero degli ospiti