A me piace osservare la gente. Non nel senso di voyeur. Ma quando passeggio mi piace analizzare le facce che vedo, le loro espressioni ed immaginare i pensieri che passano per la testa dei vari passanti (o forse non dovrei immaginare, il più delle volte una mente è più profonda di un abisso), mi piace immaginare le loro storie. Ma se ne vedono di visi strani, sereni, inquieti. Certi occhi ti raccontano tutta la loro storia in uno sguardo. Altri sono imperturbabili.
Nella pescheria del mio supermercato di fiducia, ci lavora una signora. Non la conosco personalmente, non so neanche come si chiami, ma sento di stimarla perchè ha sempre, perennemente, quotidianamente il sorriso stampato in faccia. Ma si capisce che non è un sorriso di circostanza, si vede il suo sincero ottimismo e la sua allegria. E certe volte mi chiedo come faccia, desiderando di avere un po' del suo ottimismo quotidiano, quando a me manca.
Oppure ci sono certe persone più criptiche di un manoscritto in cinese antico. Facce di marmo che non trapelano nessuna emozione, ma dentro esplodono di emozioni, e anche di questa abilità vorrei avere una piccola dose, perchè a me si legge tutto in faccia, e non sempre è utile.
E proprio oggi, per caso, sfogliando il mio "Napoleon's Book of Fate" sono impattata in un breviario sull'interpretazione dei tratti somatici per carpire il carattere di una persona.
Premetto che le parole del suddetto libro devono essere prese con leggerezza, perchè non vogliono essere accademiche bensì ludiche. Penso però sia interessante studiare la fisiognomica delle persone, che in molti casi ci racconta molto, più delle parole.
Questo è quanto ho tradotto:
Carattere collerico
- Predisposizione ad avere una temperatura corporea alta
- Colorito del viso giallognolo
- Una naturale secchezza delle fauci
- Predisposizione ad avere frequentemente sete
- Inquietudine e irrequetezza fisica
- Battito cardiaco naturalmente frequente, predisposizione alla tachicardia
Temperamento sanguigno
- Predisposizione ad avere una temperatura corporea alta, una corporatura robusta ed un corpo peloso
- Viso fresco e vivace
- Naturale e costante rossore sul viso
- Battito cardiaco leggero e regolare
- Carattere affabile, simpatico, allegro e sorridente
Temperamento flemmatico
- Predisposizione ad avere una temperatura corporea bassa ed un fisico morbido
- Naturale e costante pallore
- Battito cardiaco lento e rado
- Necessità frequente di riposarsi e dormire
- Pigrizia e riluttanza all'esercizio fisico
Temperamento malinconico
- Predisposizione ad avere una temperatura corporea bassa e pelle secca
- Espressione spenta, cupa, con un colorito del viso grigiastro
- Battito cardiaco rado e breve
- Predisposizione ad avere incubi notturni
- Carattere pavido
Temperamento generoso
- Fronte larga, liscia e piatta
- Occhi limpidi e brillanti
- Espressione gioiosa
- Voce piacevole
- Movenze aggraziate
Temperamento cattivo
- Corporatura magra e allampanata
- Fronte corrucciata e rugosa
- Sguardo abbattuto e malizioso
- Lingua tagliente
- Passo corto, veloce e con un ritmo irregolare
- Abitudine a borbottare tra sé e sé
Domani vado a fare una passeggiata con la Vale, e mi calerò nei panni del simpatico Cesare Lombroso.
Goodnight People!
By Moddy
mercoledì 14 marzo 2012
lunedì 12 marzo 2012
Un giorno come questi...
Oggi è uno di quei giorni particolari, nei quali tutto ti emoziona, senti tutto forte, ben esteso sulla tua pelle, i brividi ti pervadono per una canzone o per delle parole dette al momento giusto. Oggi è uno di quei giorni forti, pieni di emozione, commoventi, e non sai il perchè.
Vagando per il web un video mi ferma. Era da tanto che non sentivo una voce così pregna di sentimento e di intensità. Così fluente. Mi ha colpito dritta dentro, una canzone così non può non commuoverti. E in un giorno come questi l'emozione è tripla.
Rebecca Ferguson - Shoulder to Shoulder
By Moddy
Vagando per il web un video mi ferma. Era da tanto che non sentivo una voce così pregna di sentimento e di intensità. Così fluente. Mi ha colpito dritta dentro, una canzone così non può non commuoverti. E in un giorno come questi l'emozione è tripla.
Rebecca Ferguson - Shoulder to Shoulder
By Moddy
mercoledì 7 marzo 2012
8 marzo - Giornata internazionale della donna
Per festeggiare la festa delle donne, io e la Vale, abbiamo ben pensato di andare a farci una seratona apposita. Cena fuori e conseguente disco-club con spettacolo di spogliarellisti.
Al giorno d'oggi però, pensandoci bene, la giornata viene presa più che altro come una goliardia per scrollarsi di dosso tutti i clichè sulle donne, che ancora oggi persistono, per sbefeggiare gli uomini convinti dell'idea che solo perchè hanno un pene allora "possono" e tu donna no. Ormai ha perso il senso che in origine aveva.
In realtà è una ricorrenza che ha origini diverse rispetto alla credenza comune che la fa risalire alla commemorazione della disgrazia accaduta il 25 marzo 1911 a New York, durante la quale morirono 146 persone, tra donne e uomini, in un incendio scoppiato nella fabbrica tessile nella quale lavoravano.
Già nel 1908 gli operai avevano iniziato uno sciopero per le cattive condizioni di lavoro. Nel 1911 i proprietari chiudevano addirittura a chiave le porte dei locali dello stabile durante l'orario dei turni, per impedire ai lavoranti di fare pause. Ma questo fece scaturire la disgrazia, perchè appunto gli operai non poterono uscire quando scoppiò l'incendio, 62 donne morirono gettandosi dalle finestre per sfuggire alle fiamme. Molte erano minorenni, immigrate di origine italiana.
In realtà la giornata internazionale della donna ebbe origine dal Congresso della II Internazionale Socialista tenutosi a Stoccarda nell'agosto del 1907, nel quale si discusse della questione femminile e del diritto di voto alle donne. In quell'occasione nacque un ufficio di informazione delle donne socialiste che si volevano distinguere dalle femministe borghesi.
In seguito, invece, durante una conferenza tenutasi a Chicago nel 1908, le donne socialiste si dichiararono favorevoli ad allearsi con tutte le altre femministe che lottavano per il suffragio universale delle donne, e discussero pure delle discriminazioni sessuali, dello sfruttamento nell'ambito lavorativo, e definirono quella la giornata di tutte le donne: "Woman's Day".
Il Partito Socialista americano, conseguentemente a questa conferenza, decise di riservare un giorno all'anno al Woman's Day, che venne proclamato il 29 febbraio 1909.
In Europa, invece, vennero prese in considerazione varie date, ma alla fine venne scelto l'8 marzo, e accettato a livello internazionale definitivamente.
Avendo però questa data una forte connotazione politica, in quanto legata ad avvenimenti come l'inizio della rivoluzione russa, se ne è persa l'origine reale, ricollegandola erroneamente alla tragedia del 25 marzo 1911.
Una poesia di Alda Merini che dedico a tutte
A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice
del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innanzi il tuo canto d'amore.
Buon 8 marzo!
By Moddy
Al giorno d'oggi però, pensandoci bene, la giornata viene presa più che altro come una goliardia per scrollarsi di dosso tutti i clichè sulle donne, che ancora oggi persistono, per sbefeggiare gli uomini convinti dell'idea che solo perchè hanno un pene allora "possono" e tu donna no. Ormai ha perso il senso che in origine aveva.
In realtà è una ricorrenza che ha origini diverse rispetto alla credenza comune che la fa risalire alla commemorazione della disgrazia accaduta il 25 marzo 1911 a New York, durante la quale morirono 146 persone, tra donne e uomini, in un incendio scoppiato nella fabbrica tessile nella quale lavoravano.
Già nel 1908 gli operai avevano iniziato uno sciopero per le cattive condizioni di lavoro. Nel 1911 i proprietari chiudevano addirittura a chiave le porte dei locali dello stabile durante l'orario dei turni, per impedire ai lavoranti di fare pause. Ma questo fece scaturire la disgrazia, perchè appunto gli operai non poterono uscire quando scoppiò l'incendio, 62 donne morirono gettandosi dalle finestre per sfuggire alle fiamme. Molte erano minorenni, immigrate di origine italiana.
In realtà la giornata internazionale della donna ebbe origine dal Congresso della II Internazionale Socialista tenutosi a Stoccarda nell'agosto del 1907, nel quale si discusse della questione femminile e del diritto di voto alle donne. In quell'occasione nacque un ufficio di informazione delle donne socialiste che si volevano distinguere dalle femministe borghesi.
In seguito, invece, durante una conferenza tenutasi a Chicago nel 1908, le donne socialiste si dichiararono favorevoli ad allearsi con tutte le altre femministe che lottavano per il suffragio universale delle donne, e discussero pure delle discriminazioni sessuali, dello sfruttamento nell'ambito lavorativo, e definirono quella la giornata di tutte le donne: "Woman's Day".
Il Partito Socialista americano, conseguentemente a questa conferenza, decise di riservare un giorno all'anno al Woman's Day, che venne proclamato il 29 febbraio 1909.
In Europa, invece, vennero prese in considerazione varie date, ma alla fine venne scelto l'8 marzo, e accettato a livello internazionale definitivamente.
Avendo però questa data una forte connotazione politica, in quanto legata ad avvenimenti come l'inizio della rivoluzione russa, se ne è persa l'origine reale, ricollegandola erroneamente alla tragedia del 25 marzo 1911.
Una poesia di Alda Merini che dedico a tutte
A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice
del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innanzi il tuo canto d'amore.
Buon 8 marzo!
By Moddy
Notte a voi ..notte a me!
Notte a tutti ragazzuoli..un pensiero a voi che fate tardi come me davanti al pc..cercando notizie,giocando,drogandovi di Faccialibro e quant'altro!Io adoro queste ore di silenzio nelle quali mi perdo davanti a questo monitor..forse troppo anche,ma io lo so che voi mi capite..amanti delle "ore piccole" ! :D Oggi è stata una giornata impegnativa al lavoro..piena di stress e di chiacchiere gonfiate di un valore importante che in verita' non hanno se non il fine utile di portarmi i soldini a casa.Col sole che c'era fuori stare in ufficio era deprimente..e voi mi capite..lo vedo dai vs sguardi! ehhehehe !! Vorremmo tornare bambini..a giocare senza troppi pensieri quando i "problemi" erano andare a recuperare il pallone oppure dover tornare a casa nel bel mezzo del divertimento!Dai meglio non pensarci..vado a fare due chiacchiere con Morfeo.
Un salutone!!
By Tuki
Un salutone!!
By Tuki
martedì 6 marzo 2012
Pita od jabuke = Dolce di pasta frolla e mele
Oggi è già lunedì 6 marzo e tutto va bene... O quasi tutto. Mannaggia al mio principio di influenza! Maledetta. Speriamo sia solo un falso allarme. Tra un mese esatto è il mio compleanno e mi piglia ancora più male...
Là fuori sembra già fine aprile, e si comincia a mangiar di magro perchè tutti vengono assaliti da stress, paura, fobia, isteria collettiva da costume e spiaggia, pancia piatta in due giorni, etc. (paure che non mi hanno mai sfiorato minimamente, ma non perchè io porti la 40 e pesi 50 kg, ma perchè sinceramente non me ne frega un bel niente di apparire quasi trasparente ma con un conseguente e fastidiosissimo odio per il mondo e acidità da zitella sessantenne). Così ho pensato bene di pubblicare una ricetta per un dolce, semplice e relativamente non invasivo nella vostra guerra contro i rotolini di ciccetta.
Un dolce di mele!
E' una ricetta così semplice che anche se non si vuole, anche se si è l'anticucina, non può non riuscire.
Andate a caccia di:
- 350 gr. di farina
- 120 gr. di zucchero
- 150 gr. di burro
- 2 uova
- 4 mele
- 1 cucchiaio di yogurt
- 1 bustina di lievito per dolci
Per prima cosa dovete creare la pasta frolla. La potrete utilizzare anche per altre preparazioni se vi va.
Nella farina setacciata aggiungete il burro a pezzetti e sbriciolatelo uniformemente. In un'altra terrina mescolate lo zucchero, le uova e lo yogurt fino ad ottenere una crema omogenea. Unite i due composti e aggiungete il lievito. Lavorate il tutto fino ad ottenere una palla solida. Mettetela in frigo per mezz'ora, quando sarà fredda si stenderà meglio.
Nel frattempo tagliate le mele in piccoli pezzettini e rosolatele in padella, con un paio di cucchiai di zucchero di canna, fino a che non diventeranno morbide. Mi raccomando fate evaporare tutto il liquido prodotto durante la cottura delle mele. Oppure scolatele dal succo e bevetevelo. Ma mai mettere le mele pregne d'acqua sulla pasta.
Passata la mezz'ora dividete la palla di pasta frolla in due parti, una per la base e una per la copertura. Stendete le due parti con la forma della vostra teglia di fiducia. Riponete una parte di pasta sul fondo. Poi copritela con le mele saltate in padella. Finite il dolce disponendo la seconda parte di pasta come coperchio, sopra le mele.
Ora cuocete il dolce in forno per 20/30 minuti per 170 gradi, a seconda del vostro forno. Sarà pronto quando diventerà dorato. Ah piccolo consiglio: punzecchiate la superficie con una forchetta in modo tale da creare dei buchetti e far uscire il vapore in eccesso ed evitando che si rompa la parte superiore di frolla.
E come direbbe il buon Gordon, questo dolce è "fuckin' delicious"!
Have a nice day people!
By Moddy
Là fuori sembra già fine aprile, e si comincia a mangiar di magro perchè tutti vengono assaliti da stress, paura, fobia, isteria collettiva da costume e spiaggia, pancia piatta in due giorni, etc. (paure che non mi hanno mai sfiorato minimamente, ma non perchè io porti la 40 e pesi 50 kg, ma perchè sinceramente non me ne frega un bel niente di apparire quasi trasparente ma con un conseguente e fastidiosissimo odio per il mondo e acidità da zitella sessantenne). Così ho pensato bene di pubblicare una ricetta per un dolce, semplice e relativamente non invasivo nella vostra guerra contro i rotolini di ciccetta.
Un dolce di mele!
E' una ricetta così semplice che anche se non si vuole, anche se si è l'anticucina, non può non riuscire.
Andate a caccia di:
- 350 gr. di farina
- 120 gr. di zucchero
- 150 gr. di burro
- 2 uova
- 4 mele
- 1 cucchiaio di yogurt
- 1 bustina di lievito per dolci
Per prima cosa dovete creare la pasta frolla. La potrete utilizzare anche per altre preparazioni se vi va.
Nella farina setacciata aggiungete il burro a pezzetti e sbriciolatelo uniformemente. In un'altra terrina mescolate lo zucchero, le uova e lo yogurt fino ad ottenere una crema omogenea. Unite i due composti e aggiungete il lievito. Lavorate il tutto fino ad ottenere una palla solida. Mettetela in frigo per mezz'ora, quando sarà fredda si stenderà meglio.
Nel frattempo tagliate le mele in piccoli pezzettini e rosolatele in padella, con un paio di cucchiai di zucchero di canna, fino a che non diventeranno morbide. Mi raccomando fate evaporare tutto il liquido prodotto durante la cottura delle mele. Oppure scolatele dal succo e bevetevelo. Ma mai mettere le mele pregne d'acqua sulla pasta.
Passata la mezz'ora dividete la palla di pasta frolla in due parti, una per la base e una per la copertura. Stendete le due parti con la forma della vostra teglia di fiducia. Riponete una parte di pasta sul fondo. Poi copritela con le mele saltate in padella. Finite il dolce disponendo la seconda parte di pasta come coperchio, sopra le mele.
Ora cuocete il dolce in forno per 20/30 minuti per 170 gradi, a seconda del vostro forno. Sarà pronto quando diventerà dorato. Ah piccolo consiglio: punzecchiate la superficie con una forchetta in modo tale da creare dei buchetti e far uscire il vapore in eccesso ed evitando che si rompa la parte superiore di frolla.
E come direbbe il buon Gordon, questo dolce è "fuckin' delicious"!
Have a nice day people!
By Moddy
venerdì 2 marzo 2012
Sorprendenti rivelazioni alla mostra "Van Gogh ed il viaggio di Gauguin"
Proprio nei giorni in cui sono stata a Genova per i fatti miei, al Palazzo Ducale era ospitata la mostra pittorica "Van Gogh ed il viaggio di Gauguin". Ovviamente mi ci sono fiondata per riprovare la sensazione che mi assalì alla vista de "I Girasoli" alla National Gallery di Londra. Mi incantarono...Dunque ero curiosa di vedere altre opere dell'eccentrico pittore olandese.
Il tema del viaggio è il filo conduttore di questa mostra genovese, che contiene ottanta opere di pittura europea e americana del XIX e del XX secolo. Gli artisti più conosciuti sono Van Gogh, Gauguin, Monet e Kandinsky. Ma anche Church, Bierstadt, Homer, Hopper e Rothko.
Ingenuamente sono partita con l'idea che gli altri quadri di Van Gogh mi avrebbero fatto lo stesso effetto dei girasoli... invece... niente. Anzi, mi correggo: mi hanno suscitato sensazioni di disagio e ansia. I girasoli invece mi avevano incantato, quel giallo ovunque mi aveva ipnotizzato. Da quel giorno mi chiedo il perchè di questa enorme differenza.
L'incanto è iniziato invece davanti al quadro di Church "L'isola di Mount Desert" (1863). Un luminoso tramonto, estremamente veritiero, dà l'impressione di trovarsi su una scogliera in estate, quando il caldo rende tutto un sogno, appannato da una sottile foschia.
Dopo essermi decisa a proseguire e a smettere di fissarlo, il mio sguardo viene catturato dalla tela di Bierstadt "Tra le montagne" (1867). Ha il potere di infondere pace interna e serenità, è rassicurante, nonostante rappresenti un laghetto di montagna in una giornata uggiosa.
Nell'altra stanza è appeso un altro quadro di Church "L'isola di Grand Manan, baia di Fundy" (1852), rappresenta un altro tramonto ma è più nitido ed il cielo non è offuscato come nel primo, colpisce l'abilità del pittore nel catturare i giochi di luce provocati dai tramonti e renderli quasi vivi.
Arriva il turno di Gauguin. L'enorme tela "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" (1897-1898) mi ha bloccato e mi ha perfettamente trasmesso il malessere che il pittore provava nel periodo della stesura del quadro. Cupo, mistico e surreale con degli angoli fantastici. Mi ha reso malinconica.
Nella stanza seguente ho trovato il quadro che poi avrei definito sicuramente il più bello della mostra, sempre secondo i miei bizzarri gusti:
Gli unici colori presenti in questo quadro sono il nero, il bianco ed il grigio, nient'altro! Ma ai miei occhi è risultato estremamente nitido, luminoso, pulito, il riverbero della timida luna sull'acqua mi ha commosso. Quei colori mi hanno donato la calma estrema per qualche minuto. Nella stanza erano presenti anche dei Rothko, ma non riuscivo a distogliere lo sguardo dall'Homer.
Nelle stanze successive ho visto i Van Gogh, sembrerà strano da leggere ma non sono proprio riuscita ad apprezzarli, riconosco il genio assoluto, ma in me non hanno suscitato quelle sensazioni così spontanee che invece i girasoli erano riusciti a sviscerarmi. Mistero.
Proseguendo il cammino, davanti a me si presentano i due Monet: "Lo stagno delle ninfee e il ponte giapponese" (1900) è intenso, pieno di sfumature e colore ma nell'insieme risulta ordinato. "Ninfee" (1905) è delicato, elegante senza troppe pretese, ma cattura senza possibilità di ritorno alla realtà.
Non ho mai visto tanta eleganza, sì penso che "eleganza" e "delicatezza" siano i termini più diretti per descrivere queste due tele sublimi.
E' curioso come uno stesso quadro possa suscitare emozioni estremamente differenti nelle persone. Tele dipinte da geni incompresi con una manualità e innovazione difficile da comprendere per i comuni mortali.
L'unica nota stonata sono le descrizioni di Goldin, che ritengo estremamente prolisse, non adatte a tutti proprio per lo stile macchinoso applicato alle didascalie dal curatore della mostra.
Consiglio caldamente questa esposizione. Avete tempo fino al 1 maggio.
Piazza Matteotti, 9
Genova
Dal lunedì alla domenica, dalle 9.00 alle 19.00
Buon weekend!
By Moddy
Il tema del viaggio è il filo conduttore di questa mostra genovese, che contiene ottanta opere di pittura europea e americana del XIX e del XX secolo. Gli artisti più conosciuti sono Van Gogh, Gauguin, Monet e Kandinsky. Ma anche Church, Bierstadt, Homer, Hopper e Rothko.
Ingenuamente sono partita con l'idea che gli altri quadri di Van Gogh mi avrebbero fatto lo stesso effetto dei girasoli... invece... niente. Anzi, mi correggo: mi hanno suscitato sensazioni di disagio e ansia. I girasoli invece mi avevano incantato, quel giallo ovunque mi aveva ipnotizzato. Da quel giorno mi chiedo il perchè di questa enorme differenza.
L'incanto è iniziato invece davanti al quadro di Church "L'isola di Mount Desert" (1863). Un luminoso tramonto, estremamente veritiero, dà l'impressione di trovarsi su una scogliera in estate, quando il caldo rende tutto un sogno, appannato da una sottile foschia.
Dopo essermi decisa a proseguire e a smettere di fissarlo, il mio sguardo viene catturato dalla tela di Bierstadt "Tra le montagne" (1867). Ha il potere di infondere pace interna e serenità, è rassicurante, nonostante rappresenti un laghetto di montagna in una giornata uggiosa.
Nell'altra stanza è appeso un altro quadro di Church "L'isola di Grand Manan, baia di Fundy" (1852), rappresenta un altro tramonto ma è più nitido ed il cielo non è offuscato come nel primo, colpisce l'abilità del pittore nel catturare i giochi di luce provocati dai tramonti e renderli quasi vivi.
Arriva il turno di Gauguin. L'enorme tela "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" (1897-1898) mi ha bloccato e mi ha perfettamente trasmesso il malessere che il pittore provava nel periodo della stesura del quadro. Cupo, mistico e surreale con degli angoli fantastici. Mi ha reso malinconica.
Nella stanza seguente ho trovato il quadro che poi avrei definito sicuramente il più bello della mostra, sempre secondo i miei bizzarri gusti:
![]() |
| "Cape Trinity, chiaro di luna sul fiume Saguenay" (1904 - 1909) di Winslow Homer |
Gli unici colori presenti in questo quadro sono il nero, il bianco ed il grigio, nient'altro! Ma ai miei occhi è risultato estremamente nitido, luminoso, pulito, il riverbero della timida luna sull'acqua mi ha commosso. Quei colori mi hanno donato la calma estrema per qualche minuto. Nella stanza erano presenti anche dei Rothko, ma non riuscivo a distogliere lo sguardo dall'Homer.
Nelle stanze successive ho visto i Van Gogh, sembrerà strano da leggere ma non sono proprio riuscita ad apprezzarli, riconosco il genio assoluto, ma in me non hanno suscitato quelle sensazioni così spontanee che invece i girasoli erano riusciti a sviscerarmi. Mistero.
Proseguendo il cammino, davanti a me si presentano i due Monet: "Lo stagno delle ninfee e il ponte giapponese" (1900) è intenso, pieno di sfumature e colore ma nell'insieme risulta ordinato. "Ninfee" (1905) è delicato, elegante senza troppe pretese, ma cattura senza possibilità di ritorno alla realtà.
Non ho mai visto tanta eleganza, sì penso che "eleganza" e "delicatezza" siano i termini più diretti per descrivere queste due tele sublimi.
E' curioso come uno stesso quadro possa suscitare emozioni estremamente differenti nelle persone. Tele dipinte da geni incompresi con una manualità e innovazione difficile da comprendere per i comuni mortali.
L'unica nota stonata sono le descrizioni di Goldin, che ritengo estremamente prolisse, non adatte a tutti proprio per lo stile macchinoso applicato alle didascalie dal curatore della mostra.
Consiglio caldamente questa esposizione. Avete tempo fino al 1 maggio.
Piazza Matteotti, 9
Genova
Dal lunedì alla domenica, dalle 9.00 alle 19.00
| Piazza De Ferrari, sulla destra Palazzo Ducale |
| Ingresso Palazzo Ducale |
Buon weekend!
By Moddy
giovedì 1 marzo 2012
Il pensiero degli ospiti
Lucio Dalla ( 04/03/1943 – 01/03/2012)
Oggi è morto Lucio Dalla, grande cantautore e poeta.
Sembra che i talenti delle generazioni passate ci stiano
lasciando, senza che nessuno sia in grado di colmare il vuoto che rimane, resta solo l’amaro in
bocca, come se mancasse un nostro parente lontano ma del quale abbiamo sempre sentito parlare con
ammirazione.
Penso, spero sbagliando, che forse la nostra generazione
“usa e getta” produca personaggi da
rotocalco, più che sinceri artisti ispirati e unici.
Può darsi che non a
tutti possano essere piaciute le canzoni di Lucio Dalla, ma credo che veramente
tutti possano essere concordi nell’affermare che è stato un ottimo musicista e
grande anche nella sua umiltà. Voglio
ricordare la canzone per me più bella e senza tempo “Caruso”.
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